Con provvedimento pubblicato lo scorso 19 aprile l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha  deliberato di aprire un’istruttoria nei confronti di Nuovo Istituto Mutualistico per la tutela dei diritti degli Artisti Interpreti Esecutori (NUOVOIMAIE) per un presunto abuso di posizione dominate nel mercato della gestione e intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore in favore degli artisti, interpreti ed esecutori (AIE), consistenti essenzialmente in due tipologie di remunerazione previste dalla legge sul diritto d’autore in favore degli AIE che hanno concorso a realizzare una particolare opera. L’AGCM, avrà dunque l’opportunità di analizzare un mercato che in Italia è stato liberalizzato nel 2012, ma che potrebbe risultare ancora influenzato da vantaggi ingiustificati derivanti dalla posizione dell’ex monopolista del settore a beneficio del soggetto suo successore ex lege, NUOVOIMAIE.

Le due società Itsright S.r.l. e Artisti 7607 hanno segnalato all’AGCM alcune condotte poste in essere da NUOVOIMAIE che avrebbero avuto il fine di ostacolare con varie modalità l’operatività delle società di gestione e intermediazione nuove entranti nel mercato a seguito del processo di liberalizzazione. In particolare, secondo la ricostruzione preliminare dell’AGCM, NUOVOIMAIE avrebbe goduto del vantaggio concorrenziale derivato dalla sua posizione di successore ex legedel vecchio monopolista, l’Imaie, ed avrebbe sfruttato indebitamente tale vantaggio ponendo in essere una strategia escludente, tuttora in corso, che si sarebbe articolata in varie condotte escludenti nei confronti dei neo-liberalizzati mercati della gestione e intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore, sia nel settore degli audiovisivi che musicale.

Nella ricostruzione prospettata dall’AGCM, NUOVOIMAIE appare detenere una posizione dominante nei mercati dei servizi di gestione e intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore spettanti agli AIE (i) nel settore audiovisivo (ii) nel settore musicale (iii) svolti per conto di altre società di gestione collettiva rappresentative dei beneficiari dei diritti in oggetto (collecting societies) nel settore audiovisivo e (iv) svolti per conto di altre collecting societies nel settore musicale. Gli indici di posizione dominante sono le significative quote di mercato detenute, nonché la forza di mercato posseduta rispetto agli altri intermediari. L’AGCM ha rilevato che NUOVOIMAIE potrebbe aver attuato, a partire dalla liberalizzazione del mercato, un’ampia strategia di discriminazione finalizzata a mantenere o riconquistare gli AIE dei soggetti nuovi entrati nei settori della musica e del video facendo leva, tra l’altro, sulla possibilità di distribuire prioritariamente ai propri associati compensi e fondi del vecchio monopolista, disincentivando dunque gli AIE ad iscriversi a collecting societies alternative. Inoltre, NUOVOIMAIE avrebbe espressamente rifiutato di concedere ai propri concorrenti l’accesso all’archivio generale dell’Imaie delle opere e dei titolari dei diritti in oggetto, ostacolando quindi la loro operatività in fase di ingresso sul mercato, dato che tale banca dati rappresenta un input indispensabile per svolgere l’attività in questione e non risulta replicabile con costi e in tempi ragionevoli. Infine, NUOVOIMAIE avrebbe sottoscritto, nel periodo intercorrente tra il 2012 e l’adozione della normativa secondaria di attuazione della liberalizzazione, una serie di accordi con carattere di reciprocità e durata pluriennale con società estere di gestione collettiva per la raccolta dei compensi a favore dell’intero settore. Tale situazione sarebbe particolarmente dannosa per le collecting societies nuove entranti nella misura in cui queste appaiono ostacolate sino alla scadenza, o al mancato rinnovo, dei contratti in vigore e perché la rete di contratti siglati da NUOVOIMAIE consentirebbe a quest’ultimo di offrire in via esclusiva i servizi di riscossione dei compensi esteri agli AIE italiani. Infine, nel medesimo periodo di transizione, NUOVOIMAIE avrebbe stipulato anche una serie di accordi con importanti utilizzatori italiani delle opere audiovisive, con l’effetto di privare i concorrenti della possibilità di stipulare analoghi contratti al loro effettivo ingresso sui mercati rilevanti.

La relazione fra il divieto di abuso di posizione dominante ed il diritto d’autore evoca la suggestione di alcune decisioni “famose” come le sentenze nel caso Magill in Europa e i diversi casi Microsoftnel versante nordamericano, che consentono di contestualizzare l’istruttoria in commento e portano alla ribalta la specificità dei profili nei quali si manifesta il rapporto tra antitrust e diritto delle opere d’ingegno. L’ACGM avrà tempo fino al prossimo 30 aprile 2017 per chiudere il procedimento.