L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), con la segnalazione inviata al Parlamento ed al Governo resa pubblica lo scorso 6 giugno, ha suggerito una modifica legislativa volta ad aprire il mercato nazionale dei diritti d'autore, nonché ad eliminare l’attuale monopolio detenuto dalla SIAE per quanto attiene l’intermediazione dei diritti d’autore, rendendo così l’ordinamento italiano più coerente con gli obiettivi ed il quadro normativo di riferimento dell’Unione europea.

L’AGCM, in attuazione dei propri poteri di advocacy volti a promuovere un assetto concorrenziale del mercato, ha emesso un parere ai sensi dell’articolo 22 della Legge n. 287/90, suggerendo al Governo la necessità di un intervento regolatore per contribuire a migliorare la compatibilità della legislazione nazionale con gli obiettivi e la normativa europea, garantendo al contempo un assetto pro-concorrenziale del mercato. In particolare, l’AGCM si è pronunciata in merito all’attuazione della direttiva 2014/26/UE (Direttiva), afferente la gestione collettiva dei diritti d'autore e dei diritti connessi, nonché sulla concessione di licenze multi-territoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno. L’AGCM ha evidenziato che il fulcro della Direttiva è costituito dalla libertà di scelta che dovrebbe essere riconosciuta ai titolari dei diritti d’autore per individuare un organismo di gestione collettiva “…indipendentemente dallo stato membro di nazionalità, di residenza o di stabilimento dell'organismo di gestione collettiva o del titolare dei diritti…”. Per l’AGCM, è chiaro che l’attuazione di tale principio risulta ostacolata dalla presenza, all'interno dell'ordinamento nazionale, della disposizione contenuta nell’art. 180 della legge sul diritto d'autore (legge 22 aprile 1941, n. 633), che attribuisce in via esclusiva alla SIAE l’attività di intermediazione dei diritti d'autore. Tale norma, nelle parole dell’AGCM, risulta ormai una disposizione isolata nel panorama legislativo degli ordinamenti degli altri Stati membri, che non conoscono analoghi regimi di riserva.

L’AGCM ha in particolare ritenuto che, in un contesto economico caratterizzato da profondi cambiamenti tecnologici, la mancata apertura del mercato nazionale della gestione dei diritti d’autore limita la libertà d’iniziativa economica degli operatori e la libertà di scelta degli utilizzatori. A suo parere, “…la costruzione di un mercato unico della gestione collettiva dei diritti su opere musicali non solamente online, non [può] essere raggiunto senza un adeguato livellamento del playing fiels, che riguardi il complesso degli operatori comunitari senza tenere conto dei confini nazionali…”. Il mantenimento del monopolio legale determinerebbe dunque un danno all’efficienza del sistema, in contrasto con l’obiettivo di rendere effettiva la libertà dei titolari del diritto di effettuare una scelta tra una pluralità di operatori in grado di competere con l’incumbent senza discriminazioni. Pertanto, l’AGCM ha individuato nel disegno di legge recante la delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’UE (legge di delegazione europea 2015, attualmente in discussione al Senato) un’occasione per aprire alla concorrenza l'attività di intermediazione.

Il parere in commento conferma gli sforzi dell’AGCM volti a garantire un approccio basato sull’apertura dei mercati e sulla creazione di uno spazio economico in cui i confini territoriali risultano irrilevanti, nonché volti ad eliminare gli ostacoli frapposti dall’ordinamento allo sviluppo di nuove tecnologie, per permettere agli operatori di sfruttare appieno le opportunità offerte dalla Direttiva.