E’ noto che l’art. 6, comma 1, della legge n. 124 del 2015 ha introdotto una significativa modifica alla disciplina prevista dall’articolo 21-nonies (annullamento d’ufficio) della legge 241/1990, prevedendo che il provvedimento amministrativo illegittimo possa essere annullato d’ufficio, sussistendone le ragioni di interesse pubblico, entro un termine ragionevole, comunque non superiore a diciotto mesi dal momento della sua adozione.

La novità normativa è stata recentemente applicata dal T.A.R. Bari con la sentenza n. 351 del 17 marzo 2016.

La fattispecie esaminata dal T.A.R. aveva per oggetto un ricorso presentato avverso il provvedimento di annullamento in autotutela di un permesso di costruire, adottato oltre il termine di 18 mesi previsto dal sopra citato articolo 21-nonies.

L’amministrazione intimata riteneva rispettata la previsione normativa in quanto entro il termine dei 18 mesi aveva provveduto a comunicare al ricorrente l’avvio del procedimento finalizzato alla revoca.

Il T.A.R. Bari ha rigettato le difese dell’amministrazione resistente, condividendo le censure sollevate dal ricorrente e sottolineando come “ritenere sufficiente l’adozione della comunicazione di avvio del procedimento, per il rispetto del termine normativamente imposto, conduce a ritenerlo, di fatto, non perentorio ai fini dell’adozione dell’atto definitivo di autotutela.

Una siffatta conclusione esegetica si sostanzierebbe in una interpretazione sostanzialmente abrogativa della novella“.

In conclusione, con la sentenza qui commentata il termine di 18 mesi deve considerarsi perentorio con conseguente illegittimità del provvedimento di autotutela che interviene oltre la scadenza del predetto termine.