Lo scorso 21 marzo 2017 l’AGCM ha avviato un’istruttoria per verificare la presunta violazione dell’art. 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, recante il divieto di intese concorrenziali, in relazione alla gara (allo stato non ancora aggiudicata) indetta dalla Consip nel marzo 2014 per l’affidamento di servizi integrati, gestionali ed operativi, da eseguirsi a favore degli immobili, adibiti prevalentemente ad uso ufficio, in uso alle pubbliche amministrazioni e a università ed enti di ricerca (nota come la gara “FM4”).

Il sospetto dell’AGCM, che sembrerebbe aver eseguito ispezioni presso le società in data 23 marzo, è che CNS, Manutencoop, Manital, Romeo, Engie (già Cofely) e Dussmann abbiano posto in essere una o più intese restrittive della concorrenza volte alla ripartizione dei lotti (18 in totale, per un importo complessivo della base d’asta pari a circa 2,7 miliardi di euro) e che a tale attività avrebbe preso parte anche il gruppo STI (per il tramite della sua controllata Exitone e in ragione dei legami tra Gestione Integrata, CSEL e Siram).

Tale ricostruzione si basa su una serie di elementi ritenuti “…difficilmente spiegabili al di fuori di un contesto collusivo…” da parte dell’AGCM. In estrema sintesi, tali elementi sarebbero riscontrabili:

  • nell’assenza di significative sovrapposizioni nelle offerte dei principali operatori, secondo uno schema che l’AGCM, forse un po’ troppo prematuramente, definisce “a scacchiera”, che emergerebbe in particolare in relazione alle offerte di Manutencoop, CNS, Manital e Romeo;
  • nelle parole dell’AGCM, nel “…sostanziale rispetto delle posizioni pregresse, acquisite in occasione della precedente gara di facility management (FM3). Ciò vale, in particolare, per Manital e Romeo il cui posizionamento in FM4 ha di fatto riprodotto quello derivato ad esito della gara FM3 e che sono risultate, nella sostanza, al riparo dalla concorrenza di Manutencoop e CNS…”;
  • nell’asserita marginalità della sovrapposizione anche rispetto alle offerte di Engie e Dussamnn. Al riguardo, in modo prima facie a dire il vero decisamente speculativo stante le varie spiegazioni che potrebbero essere alla base di tali condotte, l’AGCM rileva che “…perlomeno riguardo a CNS, si deve tener conto del fatto che il Consorzio ha presentato offerte per un numero pari a quasi al doppio del numero dei lotti aggiudicabili ai sensi della lex specialis e, dunque, laddove si fosse aggiudicato un numero di lotti maggiore di quattro, si sarebbe potuto trovare, eventualmente secondo una strategia concepita previamente ed intenzionalmente, a dover rinunciare ai lotti in cui hanno presentato offerta Engie e Dussmann”.

L’esistenza della concertazione dedotta dai suddetti elementi apparirebbe poi “avvalorata” secondo l’AGCM da alcuni legami diretti e indiretti intercorrenti tra le parti, quali:

-     il fatto che CNS e Engie risultino entrambe aver partecipato in RTI con soggetti riconducibili in qualche modo al gruppo STI;

-     i legami consortili che intercorrono tra CNS, Manutencoop e CPL Concordia Soc. Coop.; tra Gestione Integrata e CSEL; nonché tra Manital e La Veneta Servizi S.p.A.;

-     la comune partecipazione di molte imprese coinvolte nell’associazione di categoria Terotec.

Rispetto alle caratteristiche della gara, l’AGCM sottolinea nel provvedimento di avvio dell’istruttoria che, in base alla formula matematica utilizzata per assegnare i punti all’offerta tecnica ed economica, curiosamente “…al ridursi del livello del ribasso medio calcolato per il totale dei concorrenti, si riduce la rilevanza dello sconto proposto ai fini del vantaggio ottenibile sugli altri partecipanti…”. In altre parole, la lex specialis potrebbe – in modo a dire il vero controintuitivo – depotenziare la rilevanza della componente economica dell’offerta di una impresa se le altre hanno presentato ribassi modesti. Probabilmente l’AGCM vuole con ciò dare atto che gli spazi concorrenziali nell’ambito della gara in parola risulta già limitato.

L’AGCM ha infine osservato che le condotte indagate “…potrebbero porsi in un rapporto di continuità con il clima di collaborazione tra imprese concorrenti risultante dalle evidenze raccolte dall’Autorità nel corso del procedimento relativo alla gara Consip pulizia nelle scuola”, ritenendo infine che “…non può escludersi che l’ipotizzata strategia ripartitoria rispetto alla gara FM4 sia esemplificativa di dinamiche collusive tra le parti del procedimento poste in essere in occasioni anche di altre gare pubbliche”.

Il termine del procedimento, che si innesta su vicende già in parte oggetto di indagini penali e con ampio risalto nel dibattito politico e nei media, è attualmente fissato per il 30 maggio 2018.