Le c.d. parity clauses nel settore delle prenotazioni alberghiere on-line restano sotto la lente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) e di altre autorità antitrust europee.

Come noto, l’AGCM ha recentemente indagato Booking.com and Expedia rispetto a tali clausole, mediante le quali hotel e agenzie di viaggio online (c.d. OTAonline travel agencies) si accordano con gli alberghi affinché i prezzi e/o altre condizioni di offerta da parte di un albergo commercializzate mediante una OTA (come Expedia, Booking.com, etc.) non siano peggiori, a seconda dei casi e delle specifiche previsioni contrattuali, di quelle offerte attraverso altre OTA, ovvero attraverso il sito (o altri mezzi di promozione/commercializzazione diretta) dell’hotel stesso.

L’AGCM ha concluso la propria istruttoria, da un lato accettando nell’aprile 2015 l’impegno di Booking.com ad eliminare ogni pattuizione che limitasse la libertà degli hotel ad offrire prezzi inferiori su OTA concorrenti (vedi Newsletter del 27 aprile 2015); dall’altro, chiudendo il procedimento nei confronti di Expedia (a maggio 2015) a fronte dell’avvenuta adozione da parte della medesima sostanzialmente delle stesse modifiche proposte da Booking.com (vedi Newsletter del 18 aprile 2016). Tali procedimenti erano stati in buona parte avviati e gestiti in parallelo con le autorità antitrust francesi e svedesi ma anche le autorità di alcuni Stati membri si erano occupate della questione, adottando soluzioni non sempre uniformi (ad es. proibendo, in Germania, anche le clausole di parità cd. ristrette, ossia che consentono limitazioni alla capacità degli alberghi di offrire condizioni più vantaggiose sul proprio sito, le quasi sono state invece ammesse ai sensi delle decisioni tra le altre delle autorità francese ed italiana).

L’AGCM ha ora avviato, congiuntamente con altre nove Autorità nazionali di concorrenza (quelle del Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Francia, Ungheria, Irlanda, Olanda, Regno Unito e Svezia), nonché con la Commissione, un attività di monitoraggio degli effetti delle misure adottate nel settore delle prenotazioni alberghiere online, a seguito dei casi sopra ricordati.

L’attività di monitoraggio, svolta attraverso uno strumento di sondaggio online messo a disposizione dalla Commissione (EUSurvey), ed accessibile attraverso il sito web dell’AGCM, “…si prefigge di verificare gli effetti di tali cambiamenti sul modo in cui gli alberghi offrono online le proprie stanze ai consumatori, sulle condizioni di ingresso nel mercato e sulle commissioni corrisposte dagli alberghi...”. Più nel dettaglio, oltre a domande di carattere generale sull’albergo, il questionario si prefigge di acquisire informazioni su:

- canali di vendita online utilizzati dalla struttura alberghiera intervistata;

- relazioni commerciali tra la struttura alberghiera e le agenzie di viaggio online anche dette OTA;

- la politica commerciale della struttura alberghiera anche alla luce delle modifiche contrattuali alle clausole di parità messe in atto dalle principali OTA (politica di prezzo, disponibilità di stanze, commissioni di agenzia, partecipazioni a programmi partnership privilegiati;

- altre forme di marketing e/o commercializzazione delle stanze online tra cui ad esempio l’uso di siti c.d. metasearch, ossia piattaforme online di confronto che permettono ai consumatori di verificare i prezzi di una stessa stanza di albergo offerta dagli hotel su diversi canali di prenotazione (siti di prenotazioni, website degli alberghi, ecc.), come TripAdvisor, Trivago, Venere e Kayak;

- infine lasciando la possibilità di fornire eventuali ulteriori considerazioni pertinenti alle dinamiche competitive nel settore delle prenotazioni alberghiere online.

I questionari saranno inviati a campioni di alberghi, agenzie di viaggio online e siti di metasearch nei 10 Stati membri partecipanti all’iniziativa, secondo una metodologia condivisa tre le autorità, ed i primi risultati saranno presentati entro la fine del 2016.

Infine, per completezza pare opportuno ricordare che nel testo in discussione della legge annuale sul mercato e la concorrenza sono state inserite, in diverse fasi dell’itinere parlamentare, alcune versioni di una previsione che regola le clausole di parità (in senso conforme o meno, a seconda dei testi proposti, rispetto agli impegni sopra citati assunti da Booking.com).