Dopo le iniziative di questa estate nei settori dei porti/interporti e del trasporto ferroviario (in relazione al tema degli ambiti di servizio pubblico e delle modalità più efficienti di finanziamento – consultazione ancora in corso), l’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) torna di nuovo a rivolgersi al mercato per raccogliere idee e segnalazioni. Questa volta, l’oggetto della “Consultazione preliminare - Call For Input” è la revisione dei modelli di regolazione dei diritti aeroportuali. Lo scopo è di raccogliere contributi in vista della redazione dello schema di documento regolatorio e della successiva, ulteriore, consultazione pubblica.

I tre attuali modelli di regolazione dei diritti aeroportuali sono stati approvati dall’ART con delibera n. 64 del 17 settembre 2014 e concernono rispettivamente gli aeroporti con traffico maggiore di 5 milioni di passeggeri annui, fra 3 e 5, ed inferiore a 3 (i Modelli). Questi Modelli prevedono, in attuazione della Direttiva 2009/12/CE (recepita in Italia con gli articoli da 71 a 82 del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1), la determinazione, da parte del gestore dell’aeroporto, dei diritti nel contesto e all’esito di una consultazione obbligatoria, nel cui ambito sia lo stesso gestore sia gli utenti aeroportuali sono soggetti attivi, con possibilità di ricorrere all’ART in caso di mancato accordo (come ad esempio avvenuto recentemente per lo scalo di Cagliari).

Il documento pubblicato ai fini della consultazione preliminare dall’ART, dopo una introduzione sul contesto di riferimento (aspetti normativi e sistema aeroportuale italiano) individua, rispetto ad una serie di profili procedurali, regolamentari e tariffari, l’attuale contenuto dei Modelli, le “principali criticità” riscontrate in questi primi anni di applicazione e le possibili aree/direzioni di intervento, su cui appunto viene richiesto l’ “input” dei soggetti interessati.

Fra i vari temi oggetto della consultazione preliminare vi sono, fra gli altri:

- una possibile maggiore differenziazione fra i Modelli (attualmente ritenuti piuttosto simili per le due tipologie maggiori di aeroporti);

- l’importanza di far riferimento, contrariamente a quanto spesso accaduto, a dati economici aggiornati (ultimo esercizio), allo scopo di redigere o aggiornare la proposta tariffaria;

- i criteri di rappresentatività degli utenti dell’aeroporto in occasione delle votazioni sulle proposte tariffarie dei gestori;

- la mancata trasmissione, emersa in diversi casi, delle stime di traffico da parte degli utenti dell’aeroporto (benché ciò sia previsto come obbligatorio);

- le modalità di pubblicità (online) della proposta definitiva del gestore sul livello dei diritti aeroportuali e sugli impegni correlati;

- l’eccessivo livello dei tassi di remunerazione del capitale, lamentato in pressoché tutte le consultazioni svolte;

- l’esigenza di “…disporre di strumenti idonei a misurare i livelli medi di efficienza raggiunti dai gestori aeroportuali nazionali (sia a livello operativo che in termini di dimensionamento ottimale degli investimenti), e conseguentemente, di tutelare i gestori che presentano gestioni maggiormente efficienti”.

I soggetti interessati hanno tempo di presentare le proprie osservazioni fino al 14 ottobre 2016.