Il 28 novembre 2016 la camera dei Deputati ha approvato definitivamente il Testo unico del vino (Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino). Il testo unico razionalizza ed armonizza in una sola legge di 90 articoli il disaggregato complesso di norme che attualmente regolano il settore. Il testo unico andrà ora all’esame del Senato e diverrà a breve legge definitiva dello Stato.

Con un’unica legge viene introdotto un efficace sistema di semplificazione di tutte le fasi che contraddistinguono il settore enologico: le norme riguardano infatti produzione, commercializzazione, denominazione di origine, indicazioni geografiche, etichettatura e presentazione, gestione, controlli e sistema sanzionatorio.

L'articolo 1 della legge proclama ufficialmente il vino come patrimonio ambientale, culturale e paesaggistico del Paese. Gli aspetti più significativi della legge sono:

  • la fissazione di norme a tutela del patrimonio viticolo nazionale con la previsione che possono essere impiantate, reimpiantate o innestate soltanto le varietà di uva da vino iscritte al Registro nazionale delle varietà di viti e classificate per le relative aree amministrative come varietà idonee;
  • l’istituzione presso il Mipaaf di uno schedario viticolo contenente informazioni aggiornate sul potenziale produttivo, nel quale dovrà essere iscritta ogni unità vitata idonea alla produzione di uva da vino;
  • la facoltà per i vini DOP ed IGP di poter apporre in etichetta la denominazione di qualità, purché autorizzati dal Mipaaf d'intesa con la regione competente;
  • l’inserimento di una disposizione sulla salvaguardia dei vigneti storici al fine di promuovere interventi di ripristino, recupero e salvaguardia specialmente nelle aree soggette a rischio di dissesto idrogeologico o di particolare pregio paesaggistico;
  • la disciplina dell'attività di enoturismo, che riguarda l'accoglienza e l'ospitalità dei turisti presso vigneti e cantine;
  • la possibilità di introdurre in etichetta sistemi di informazione al consumatore che sfruttino le nuove tecnologie contribuendo ad aumentare la trasparenza;
  • le semplificazioni per le comunicazioni da effettuare all'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) per quanto attiene ai locali degli stabilimenti enologici.

Il testo unico prevede una consistente semplificazione del sistema delle verifiche attraverso la previsione del principio di raccordo tra le diverse autorità coinvolte nel sistema dei controlli (ad oggi, tale sistema interessa circa 20 tra operatori ed enti) e la confluenza di tutti i controlli sulle imprese vitivinicole nel Registro unico dei controlli (RUCI).  

Novità anche nel regime sanzionatorio con l’introduzione del principio del ravvedimento operoso che consente alle aziende che incorrono in violazioni formali delle comunicazioni, e sempre che non sia già iniziato un procedimento da parte dell'organismo di controllo, di sanare le irregolarità con il pagamento di sanzioni amministrative pecuniarie in luogo delle più pesanti ammende attualmente previste.

Sono, infine, previste norme per la produzione e la commercializzazione degli aceti ottenuti da materie prime diverse dal vino e per uniformare la dicitura tra imballaggi e recipienti.

L'Italia è il primo paese al mondo a poter vantare una normativa organica sulla coltivazione della vite e della produzione e commercio del vino. Le associazioni di categoria hanno espresso soddisfazione e sottolineato l’importanza del settore che già oggi vale circa 14 miliardi di euro e costituisce la principale voce dell’export, superando i 5,5 miliardi.