In data 12 dicembre 2014 Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha approvato le norme che saranno inserite nel disegno di legge di riforma della normativa penale sostanziale e processuale, con le quali si mira ad inasprire la normativa di repressione in materia di corruzione.

In attesa dei testi definitivi è dunque già possibile analizzare le 4 mosse anticorruzione annunciate dal premier Matteo Renzi:

  • inasprimento del trattamento sanzionatorio: le pene del delitto di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, ex art. 319 c.p., c.d. corruzione propria, vengono aumentate. La pena minima passa da 4 a 6 anni di reclusione, mentre la pena massima da 8 a 10 anni di reclusione. Ciò comporta che si tende ad evitare che il processo possa concludersi, scegliendo il patteggiamento, con l’applicazione di pene talmente modeste da non apparire adeguate alla gravità del fatto. In questo modo, alzando la pena minima, anche con il ricorso a riti alternativi non sarà più possibile sottrarsi alla pena detentiva. È bene evidenziare che l’innalzamento delle pene per la corruzione non rappresenta una novità, dal momento che un innalzamento delle pene è presente nel ddl anticorruzione firmato dal presidente del Senato Pietro Grasso presentato nel marzo del 2013;

  • prescrizione: come conseguenza dell’innalzamento delle pene massime dei reati, il tempo di prescrizione aumenta, da 10 anni a 12 anni e mezzo;

  • adozione della c.d. confisca allargata: il provvedimento ablatorio conserva efficacia anche quando nei successivi gradi di impugnazione sia sopravvenuta una causa estintiva del reato oggetto di accertamento e anche in caso di morte del reo, nel qual caso gli eredi sono corresponsabili a livello patrimoniale;

  • restituzione del maltolto: l’imputato deve restituire l’integrale ammontare del prezzo o del profitto del reato contestatogli, venendo meno, in caso contrario, l’ammissibilità della richiesta di definizione anticipata del giudizio. Questa misura è finalizzata ad assicurare che il profitto di questi gravi delitti sia sempre oggetto di recupero a fini di confisca.