Con la sentenza del 26 maggio, il Tribunale dell’UE (Tribunale) ha annullato una decisione della Commissione europea (Commissione), in base alla quale la Francia avrebbe concesso un aiuto di Stato all’Istituto Francese del Petrolio (IFP).

L’IFP è un istituto di ricerca regolato dal diritto pubblico e operante nel settore degli idrocarburi. Svolge sia funzioni pubbliche (tramite i finanziamenti stanziati dallo Stato francese ai fini della ricerca e dello sviluppo nell’estrazione petrolifera), sia nel settore privato, dove effettua ricerche commissionate da società terze. Inizialmente l’IFP era un istituto di diritto privato. La trasformazione in istituto regolato dal diritto pubblico è avvenuta nel 2006, nel contesto di una riforma volta a uniformare la natura e la struttura degli istituti di ricerca francesi. In particolare, dalla natura di diritto pubblico deriva la non assoggettabilità dell’IFP a procedure di insolvenza, ossia, più semplicemente, non può fallire.

Secondo la Commissione, tale impossibilità di essere assoggettato a procedure di insolvenza conferirebbe all’IFP una sorta di garanzia illimitata e, di conseguenza, un vantaggio economico nei confronti dei suoi concorrenti, al contrario assoggettabili alle procedure di insolvenza. In particolare, tale vantaggio si creerebbe nell’ambito dei rapporti economici che intercorrono tra i fornitori e l’IFP, nonché tra l’istituto e i suoi clienti (ossia con le società terze che commissionano alcune delle ricerche effettuate).

Con specifico riferimento ai rapporti intercorsi con i fornitori, la Commissione aveva sostenuto che l’IFP gioverebbe di un trattamento economico più favorevole rispetto ai suoi concorrenti in quanto, eliminato il rischio di insolvenza, i fornitori non dovrebbero più stipulare una polizza assicurativa al fine di proteggersi dai rischi legati a un eventuale mancato pagamento. Da ciò deriverebbe un risparmio per i fornitori che applicherebbero di conseguenza all’IFP un prezzo inferiore. Un ragionamento simile è stato utilizzato anche con riferimento ai rapporti commerciali con i clienti che, alla luce della garanzia illimitata di cui gioverebbe l’IFP, non avrebbero alcuna necessità di stipulare polizze assicurative per proteggersi dai rischi legati alla eventualità di non potere ricevere le ricerche commissionate.

A conclusione della sua analisi, la Commissione aveva ritenuto che l’implicita garanzia illimitata concessa dalla Francia all’IFP costituisse un aiuto di Stato, anche se compatibile con il mercato interno a condizione che le attività di ricerca pubblica e privata venissero separate.

Il Tribunale, investito della questione dall’IFP e dalla Francia (le Ricorrenti), ne ha accolto i ricorsi e ha annullato la decisione della Commissione. Dando ragione alle Ricorrenti, le quali sostenevano che la Commissione non avesse provato l’esistenza di un vantaggio economico per l’IFP, limitandosi invece a basare la sua decisione su ragionamenti ipotetici, il Tribunale ha affermato che, in mancanza di prove ulteriori, la natura pubblica di un istituto di ricerca, e la sua correlata impossibilità di fallire, non implica che goda di una garanzia illimitata di insolvenza che, a sua volta, non costituisce di per sé un aiuto di Stato. Secondo il Tribunale, la Commissione non avrebbe sufficientemente dimostrato l’affermato vantaggio economico. Se la Commissione avesse voluto dimostrare l’esistenza di un vantaggio economico nei rapporti con i fornitori, avrebbe dovuto effettuare una semplice comparazione tra i prezzi praticati all’IFP dai propri fornitori prima e a seguito della trasformazione in istituto di diritto pubblico. Tuttavia, l’errore più grave commesso dalla Commissione riguarda l’asserito vantaggio economico di cui l’IFP godrebbe nei rapporti con i propri clienti, di cui non è stata data alcuna indicazione concreta.

Alla luce dell’assenza della prova del vantaggio economico, il Tribunale ha ritenuto che non fosse configurabile alcun aiuto di Stato. Resta da vedere quale posizione prenderà la Corte di Giustizia, se ed in quanto la Commissione impugnerà la sentenza in oggetto.