In questi giorni il tribunale di Milano conferma una sanzione per telemarketing illecito: abbiamo cercato di analizzare i fatti contestati alla luce della vecchia normativa e del nuovo Regolamento Privacy 2016/679.

Un operatore telefonico, come titolare del trattamento, contatta telefonicamente ben due milioni di ex clienti della rete fissa nonostante essi avessero negato il consenso ad essere ricontattati dopo l'avvenuta disdetta. Il caso viene segnalato al Garante che, a seguito di istruttoria blocca il trattamento di dati e sanziona l’operatore.

Il punto interessante è l’indiscutibile scopo commerciale delle telefonate: l’operatore, infatti, tentava di difendersi sostenendo che contattare i cliente per chiedere il consenso a future telefonate commerciali non fosse telemarketing.

Per il giudice di Milano, tuttavia non ci sono dubbi e lo scopo di tali chiamate è cercare di riconquistare ex affiliati passati ad altri operatori.

Come avrebbe potuto, l’operatore sanzionato, realizzare questa campagna marketing in maniera lecita?

L'unica possibilità per l’operatore era utilizzare il registro delle opposizioni: l’operatore telefonico, come titolare del trattamento avrebbe potuto utilizzare numerazioni presenti nell'elenco telefonico pubblico acquistando al registro delle opposizioni un elenco di dati utilizzabili (http://www.registrodelleopposizioni.it ).

E con la nuova normativa cosa sarebbe cambiato?

Nella pratica non molto. Con il Regolamento privacy, il titolare del trattamento può legittimamente trattare i dati per marketing se ha acquisito un preventivo consenso e per la realizzazione di una operazione marketing di questo tipo si sarebbe dovuta realizzare un “Privacy Impact Assessment” coinvolgendo quindi anche il Data Protection Officer.

Resta da capire cosa ne sarà del Registro delle Opposizioni.

Poiché trattasi di una normativa nazionale a parere di chi scrive, non ci sarà una automatica abrogazione e personalmente non ritengo al momento che il nostro legislatore decida di eliminare questo strumento.

Nel frattempo è bene che tutte le aziende si comincino a preparare perché un anno per adeguarsi alla nuova normativa può essere non sufficiente.