Con il documento per la consultazione 298/2016/R/eel l’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (AEEGSI) ha illustrato i propri orientamenti in merito alla prima fase di attuazione del progetto di riforma del mercato per il servizio del dispacciamento (MSD).

E ciò, pur in assenza di un “…quadro normativo europeo assestato e quindi certo…”, avendo quindi l’AEEGSI “…conferma[to] la propria volontà di procedere [comunque] con una prima fase della riforma, secondo un approccio pragmatico di attuazione progressiva, in un percorso volto, da un lato, a rimuovere in tempi rapidi ogni ingiustificata discriminazione fra potenziali fornitori di risorse di dispacciamento (ivi inclusi i consumatori e i produttori con impianti di generazione a fonti rinnovabili non programmabili) e, dall’altro, a tener conto dell’evoluzione degli altri mercati nazionali verso un mercato armonizzato europeo…”.

Al riguardo, tra i punti salienti di tale prima fase di riforma del MSD si annoverano:

  1.  l’ingresso sull’MSD delle fonti rinnovabili, della generazione distribuita e della domanda – ad esclusione delle unità non trattate su base oraria e le utenze titolari di contratti di interrompibilità –, la cui abilitazione ad operare sul MSD dovrebbe, a giudizio dell’AEEGSI, essere volontaria, fermo il rispetto di nuovi requisiti tecnici e del relativo processo di abilitazione definiti da Terna nell’ambito del proprio Codice di Rete. Sotto tale profilo, secondo l’AEEGSI, l’abilitazione per tali nuovi soggetti deve essere ottenibile per la fornitura anche di uno solo dei servizi attualmente previsti dal Codice di Rete e dovrà comunque consentire agli utenti del dispacciamento la possibilità di fornitura di un servizio “asimmetrico”, che preveda esclusivamente un incremento/decremento del proprio profilo di immissione/prelievo. Si prevede inoltre: (a) un coinvolgimento informativo delle imprese di distribuzione; (b) che tutte le unità che richiedono l’abilitazione debbano essere tele-controllabili; e (c) una procedura di pre-qualifica basata su test da remoto e prove in sito;
  2.  la definizione degli aggregati – intesi come insieme di punti di immissione e/o prelievo afferenti al medesimo punto di dispacciamento e costituenti “unità virtuali” abilitate alla partecipazione all’MSD– che, secondo l’AEEGSI, deve continuare ad essere svolta da Terna a livello di Codice di Rete. Inoltre, Terna dovrà anche individuare la soglia minima di capacità di immissione/consumo di tali “unità virtuali” di produzione e consumo (che l’AEEGSI propone pari a 1MW), al di sotto della quale non è possibile procedere all’abilitazione di detta unità all’MSD. Di contro, l’AEEGSI ha per il momento escluso, in tale prima fase di riforma, la possibilità di aggregazioni volontarie tra produttori e consumatori e che il confine geografico di aggregazione possa eccedere la singola zona di mercato;
  3.  la revisione dei criteri di priorità da adottare in presenza di più offerte di vendita caratterizzate da uno stesso prezzo. Anche sotto tale profilo, evidente è il favor accordato dall’AEEGSI ai produttori di energie rinnovabili, sottolineando la necessità di accordare la precedenza agli impianti essenziali e alle fonti rinnovabili, ferma restando, tuttavia, l’esigenza di mantenere i criteri attualmente vigenti per la regolazione economica da applicarsi ai punti di dispacciamento;
  4. la definizione del periodo rilevante ai fini del settlement degli sbilanciamenti, la cui attuale durata di 15 minuti dovrebbe essere, a giudizio dell’AEEGSI, estesa anche ai soggetti che richiedono l’abilitazione su base volontaria;
  5. l’esenzione delle unità virtuali di consumo abilitate sul MSD dal pagamento di una quota del corrispettivo uplift, al fine di tenere conto dei vantaggi sistemici potenzialmente derivanti dalla loro partecipazione al MSD.

Quanto alla definizione del ruolo del GSE nella partecipazione al MSD, l’AEEGSI ha per il momento ritenuto necessario “…svolgere ulteriori approfondimenti…”.

In ogni caso, l’AEEGSI ha precisato come, in attesa dell’entrata in vigore del regolamento UE sul bilanciamento (balancing code), la cui approvazione è sensibilmente slittata, tale prima fase di riforma del MSD “…implementa soluzioni non sempre ottimizzate e deve necessariamente considerarsi transitoria…”.

Eventuali osservazioni da parte degli operatori interessati potranno essere presentate entro il prossimo 15 luglio.