L’articolo 192 del d.lgs. n. 152/2006 (Codice dell’Ambiente) sancisce il principio secondo cui il proprietario dell’area, sulla quale sono stati abbandonati dei rifiuti, ha l’obbligo di provvedere al loro smaltimento solo nel caso in cui il loro illecito deposito possa essergli imputato a titolo di dolo o colpa.

In applicazione di questo principio il T.A.R. Milano, sezione IV, con la sentenza n. 2867, del 30 dicembre 2015, ha dichiarato illegittima l’ordinanza con la quale un Comune aveva obbligato il proprietario dell’area incolpevole, a provvedere alla rimozione dei rifiuti che erano stati depositati da terzi sull’area di sua proprietà.

Prima di entrare nel merito della vicenda, è opportuno richiamare il contenuto dell’articolo 192 del d.lgs. 152/2006 il quale ai commi 1 e 2 vieta, rispettivamente, l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo, nonché l’immissione di rifiuti (di qualsiasi genere) nelle acque superficiali e sotterrane.

Il successivo comma 3, sanziona la violazione dei predetti divieti stabilendo che: “chiunque viola i divieti di cui ai commi 1 e 2 è tenuto a procedere alla rimozione, all’avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi in solido con il proprietario e con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull’area, ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa, in base agli accertamenti effettuati, in contraddittorio con i soggetti interessati, dai soggetti preposti al controllo. Il Sindaco dispone con ordinanza le operazioni a tal fine necessarie ed il termine entro cui provvedere, decorso il quale procede all’esecuzione in danno dei soggetti obbligati ed al recupero delle somme anticipate“.

Fatta questa premessa normativa, e come sopra anticipato, la vicenda sulla quale il T.A.R. è stato chiamato a pronunciarsi riguardava l’ordinanza con la quale un Comune, in applicazione dell’articolo 192 del d.lgs. 163/2006, aveva obbligato una società a rimuovere i rifiuti depositati da terzi estranei sul terreno di sua proprietà.

La società destinataria dell’obbligo impugnava la predetta ordinanza ritenendola illegittima, poiché il deposito incontrollato dei rifiuti non poteva esserle imputato né a titolo di dolo né a titolo di colpa.

Il T.A.R. Milano, in conformità al costante orientamento espresso dal Consiglio di Stato, ha condiviso le doglianze della società ricorrente, dichiarando illegittimo il provvedimento comunale in quanto: “L’art. 192, d.lgs. n. 152/2006 dispone che l’obbligo di procedere alla rimozione dei rifiuti può gravare, in solido con il responsabile, anche a carico del proprietario del sito e del titolare di diritti reali o personali di godimento relativi ad esso, solo se tale violazione sia anche a loro imputabile a titolo di dolo o colpa, in base agli accertamenti effettuati, in contraddittorio con i soggetti interessati, dai preposti al controllo” (Cons. Stato, sez. V, 25 giugno 2010, n. 4073)“.

L’ordinanza comunale è stata, quindi, ritenuta illegittima nella parte in cui il proprietario dell’area è stato obbligato a procedere alla rimozione dei rifiuti, solo a causa della sua mera qualità di proprietario e in assenza di un previo accertamento della sua responsabilità.

Il T.A.R. Milano ha, quindi, applicato anche alla disciplina sull’abbandono dei rifiuti il principio “chi inquina paga” sottolineando come: “L’applicazione del regime di responsabilità istituito dalla Direttiva UE 2004/35 sul danno ambientale ha, invero, come suo ineludibile presupposto essenziale l’individuazione di un soggetto che possa essere qualificato come responsabile della contaminazione, dovendo, dunque, l’Amministrazione accertare il nesso di causalità che esiste tra l’attività svolta dall’operatore e il danno ambientale contestato.

Nel caso in cui il proprietario risulti incolpevole sarà, quindi, tenuto al mero rimborso delle spese relative agli interventi realizzati d’ufficio dall’Autorità competente, nel limite del valore di mercato del sito determinato dopo l’esecuzione di tali interventi e solo nell’ipotesi in cui non sia stata nel frattempo accertata la responsabilità di altri soggetti o se risulti impossibile rivalersi nei confronti dei medesimi“.

In conclusione, anche in tema di abbandono dei rifiuti, il proprietario incolpevole non può essere destinatario di alcun obbligo senza un previo accertamento della sua responsabilità