Le dimensioni limitate e circoscritte di un determinato settore non possono comportare l’automatica esclusione della configurazione di un “mercato rilevante”, che a sua volta costituisce presupposto essenziale ai fini dell’accertamento dell’illecito anticoncorrenziale dell’ abuso di posizione dominante, “..quando, in ogni caso, ricorrano condizioni di beni e servizi intercambiabili e l’area geografica ove gli stessi vengano forniti presenti condizioni di concorrenza diverse da aree geografiche contigue…”.

E ciò, anche laddove il settore interessato sia…un’area cimiteriale.

Lo ha ricordato la Corte di Cassazione (Cassazione), la quale si è recentemente pronunciata sulla curiosa vicenda di un presunto abuso di posizione dominante operato dalla società Acegas-Aps, concessionaria locale dei servizi di gestione dei cimiteri e di inumazione e di cremazione nel Comune di Trieste, ai danni di tutte le imprese operanti nel settore della lavorazione del marmo destinato ai servizi funerari nei medesimi cimiteri (lericorrenti). In particolare, queste ultime avevano contestato il fatto che la concessionaria “…ben lungi che limitarsi a svolgere le prestazioni previste dalla concessione […] arricchisse l’offerta alla clientela con l’aggiunta del servizio “lapidi e iscrizioni funerarie”, che esulava dall’ambito della privativa e interferiva con la loro attività di impresa, in ciò abusando della propria posizione dominante derivante dalla qualità di concessionaria pubblica…”.

La Corte d’Appello di Trieste (Corte) aveva tuttavia respinto la suddetta azione, ritenendo, tra l’altro, “non rilevante” il mercato dei servizi cimiteriali in questione, in ragione delle dimensioni limate e circoscritte del medesimo.

Tale ragionamento non ha invece convinto la Cassazione, la quale ha ricordato al giudice di appello come l’accertamento dell’esistenza di un “mercato rilevante” ai fini antitrust prescinda dalle dimensioni più o meno limitate dello stesso mercato, essendo invece necessario esaminare le caratteristiche del relativo settore sia con riferimento alla sostituibilità/intercambiabilità dei beni e servizi offerti, sia dal punto di vista geografico in relazione alla possibilità di individuare una determinata aera in cui le condizioni di concorrenza risultino sufficientemente omogenee e diverse dalle zone contigue.

La Cassazione ha tuttavia ritenuto di condividere le considerazioni svolte dalla Corte in merito all’insussistenza di una situazione di abuso di posizione dominante da parte di Acegas-Aps, posto che le ricorrenti non avevano specificamente dedotto le condotte contestate ma si erano limitate ad affermare in via generica la sussistenza di detto abuso, indicando un solo documento dal quale, secondo la Cassazione, “…non [era] dato comprendere in cosa si sostanzi[asse] l’abuso di posizione dominante…”.

Con la decisione in commento la Cassazione ha quindi inteso fornire un’ulteriore riprova di come l’applicazione del diritto della concorrenza, rispetto alla quale la configurazione del “mercato rilevante” gioca spesso un ruolo centrale, non può essere automaticamente esclusa in ragione delle dimensioni limitate o circoscritte di un determinato settore, sebbene decisamente peculiare, come quello che caratterizza la vicenda in esame.