La Corte di Giustizia dell’Unione europea (CdGsi è pronunciata su diverse questioni pregiudiziali sollevate dalla Corte di Cassazione lettone, in relazione all’interpretazione di due regolamenti in tema di finanziamenti allo sviluppo rurale.

Tali regolamenti, il cui contenuto è stato trasposto nella normativa lettone, prevedono che gli aiuti allo sviluppo dell’agricoltura siano (i) concessi per un periodo quinquennale; (ii) assegnati sulla base di una domanda annuale, condizione di ammissibilità del finanziamento stesso; (iii) rinnovati in caso di aumento della superficie coltivata in misura superiore a due ettari, ossia in presenza di tali aumenti si considera assegnato un nuovo aiuto; e (iv) restituiti nella loro totalità in caso di mancato rispetto dei requisiti previsti per la loro assegnazione.

Con riferimento ai fatti della controversia, nel 2005 Ezernieki, un’azienda agricola lettone, aveva presentato domanda di assegnazione degli aiuti agroambientali per la coltivazione biologica di verdure. L’anno successivo, nel depositare la domanda annuale, aveva comunicato un aumento del proprio terreno pari a 2,30 ettari, circostanza che aveva comportato automaticamente l’instaurarsi di un nuovo impegno quinquennale. Nel 2010, non essendo stata presentata alcuna domanda di pagamento del finanziamento agroambientale per l’anno 2011, il Servizio di sostegno al mondo rurale della Lettonia aveva interrotto l’aiuto chiedendo inoltre a Ezernieki la restituzione delle somme versate a partire dal 2006.

A seguito della richiesta di restituzione dell’aiuto, l’azienda agricola si era rivolta al Tribunale amministrativo distrettuale lettone, che aveva annullato la decisione del Servizio di sostegno al mondo rurale. La sentenza era stata poi ribaltata dalla Corte amministrativa regionale, la quale aveva ritenuto che gli impegni quinquennali si fossero rinnovati a seguito della dichiarazione di aumento della superficie e che in capo a Ezernieki sussistesse un obbligo di restituzione degli aiuti concessi.

Il giudice di Cassazione lettone, ritenendo che l’obbligo di restituire la totalità dell’aiuto percepito fosse sproporzionato in quanto Ezernieki avrebbe rispettato gli impegni sottoscritti riguardo alla superficie dichiarata nel 2005, nonché alla luce della circostanza che gli ettari in eccesso sarebbero stati solo 0,3, ha sollevato diverse questioni pregiudiziali relative all’obbligo di restituzione.

In particolare, il giudice di rinvio si interrogava sulla compatibilità dell’obbligo di restituzione della totalità degli aiuti percepiti, previsto dalla normativa lettone in conformità con quella europea, con:

  1. l’obiettivo perseguito dai regolamenti europei in materia di aiuti agroambientali: tale obiettivo, secondo la CdG, consiste nella tutela dell’ambiente, alla cui realizzazione contribuisce l’obbligo di restituzione. Per questo motivo, la CdG ha dichiarato tale obbligo compatibile e non sproporzionato rispetto all’obiettivo perseguito;
  2. il diritto di proprietà sancito dall’art. 17 della Carta di Nizza e se la sua limitazione, dovuta all’obbligo di restituzione, fosse proporzionale: il giudice di rinvio chiedeva se i finanziamenti concessi fossero assimilabili a pagamenti definitivi, entrati nella proprietà del beneficiario e quindi non espropriabili se non in presenza di finalità di interesse generale o allo scopo di proteggere diritti e libertà altrui. Tuttavia, la CdG ha negato fermamente tale possibilità, affermando la provvisorietà dell’aiuto versato, che può essere restituito in caso di mancato rispetto delle condizioni del versamento;
  3. se fosse possibile non applicare la normativa lettone che impone la restituzione in commento, in quanto contraria al principio di proporzionalità come interpretato nell’ordinamento giuridico nazionale: a tal proposito, la CdG ha affermato che la non applicazione di disposizioni nazionali conformi al diritto dell’Unione europea non può essere motivata sulla base del principio di equità, come proposto dal giudice di rinvio, ma deve invece avvenire solo quando previsto dalla normativa stessa o nel caso in cui questa fosse dichiarata invalida.

Per questi motivi, la CdG ha dichiarato compatibile con l’obbligo di restituire la totalità dell’aiuto, previsto dalla normativa europea, il medesimo obbligo contenuto nella normativa lettone e previsto in caso di omessa presentazione della domanda annuale di pagamento, quando il periodo quinquennale iniziale sia stato sostituito da uno successivo in conseguenza dell’aumento di superficie dell’azienda.