Entra in vigore domani, 16 settembre 2016, la Legge di delegazione europea 2015, approvata in versione definitiva al Senato il 28 luglio scorso, che impone al Governo il compito di recepire e dare attuazione ad alcune direttive e altri atti dell’Unione Europea.

Tra le novità apportate dalla legge di delegazione, notevole rilievo ricoprono quelle in materia di antiriciclaggio e corruzione privata.

Con particolare riferimento all’antiriciclaggio, dopo il Protocollo d’Intesa dello scorso 30 luglio 2014, tra l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF) e l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) per lo scambio di informazioni  e la collaborazione nell’individuare iniziative utili ai fini del contrasto del riciclaggio, l’art. 15 della Legge di delegazione europea garantisce un altro passo avanti, stavolta a livello sovranazionale, verso un approfondimento dei meccanismi di controllo e di prevenzione del riciclaggio, con  particolare riferimento alle condizioni di accesso al sistema finanziario e dell'utilizzo e conservazione delle informazioni raccolte e conservate dai soggetti obbligati. L’esecutivo, dovrà infatti garantire in tempi brevi il recepimento della c.d. “IV direttiva antiriciclaggio” (direttiva n. 2015/849 del 20 maggio 2015, proposta per la prima volta al Parlamento Europeo in seduta plenaria lo scorso 11 marzo 2014) per la prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo.

Ad un organo apposito (Comitato di sicurezza finanziaria, istituito dal D.L. n. 369/2001, convertito in L. n. 431/2001) competerà l’analisi a livello nazionale del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.

Le novità introdotte dalla Legge riguardano però anche l’aspetto dell’elaborazione e conservazione dei dati raccolti nell’attività delle persone giuridiche, dei trust o di altri enti, che dovranno essere registrate, a cura del rappresentante legale, in una sezione ad hoc del Registro delle imprese al fine di garantirne il libero e tempestivo accesso alle autorità competenti (previa identificazione di colui che richiede le informazioni). L'obbligo per tutte le società, persone giuridiche, trust, enti, di conservare e registrare le informazioni impatta direttamente sui Modelli Legislativi ex D. Lgs 231/2001 i quali dovranno essere rivisti al fine di garantire sistemi di controllo e protocolli comportamentali idonei a rendere i Modelli medesimi il più possibile aderenti al dettato normativo.

Non meno rilevanti, con riferimento ai Modelli organizzativi ex D. lgs 231/2001, le novità introdotte dalla Legge delega in tema di corruzione tra privati.

Invero, all’art. 19 la Legge di delegazione impone di apportare in breve tempo significative modifiche al reato di corruzione tra privati (art. 2635 c.c.), nonché alle relative sanzioni previste , in attuazione della decisione quadro 2003/568/GAI.

Sarà compito del Governo, pertanto, assicurare la punibilità:

  • sia di chi, attivamente, promette o offre denaro o altra utilità non dovuti a un soggetto che svolge funzioni dirigenziali, di controllo o comunque direttive presso società o enti privati affinché violi gli obblighi inerenti al proprio ufficio;
  •  sia di chi, sollecita o riceve denaro o altra utilità non dovuti ovvero ne accetta la promessa, nell’esercizio delle proprie funzioni dirigenziali, di controllo o direttive, svolte presso società o enti privati.

 Modifiche anche nelle sanzioni. Per le persone giuridiche la responsabilità amministrativa dipendente dal reato di corruzione tra privati sarà punita con l'applicazione delle sanzioni amministrative interdittive previste dall'art. 9 D.Lgs. n. 231/2001 e con una sanzione pecuniaria (non inferiore a 200 quote e non superiore a 600 quote)

Per le persone fisiche coinvolte, sarà prevista la pena della reclusione non inferiore nel minimo a 6 mesi e non superiore nel massimo a 3 anni (oltre alla pena accessoria dell'interdizione temporanea dall'esercizio dell'attività nel caso in cui l’imputato sia già stato condannato per le medesime condotte).