In materia di pagamento dei corrispettivi dovuti dai clienti finali per gli oneri generali del sistema elettrico (oneri di sistema), “…in difetto di una previsione legislativa circa il soggetto che subisce le conseguenze dell’inadempimento dei clienti finali, è lasciato all’autonomia contrattuale delle parti, nella stipulazione dei singoli contratti di trasporto, regolare eventualmente questo profilo…”, non sussistendo in capo ai trader alcun obbligo legale di garanzia a favore dei distributori. Né, peraltro, simili obblighi di garanzia possono essere imposti aitrader da parte dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (AEEGSI), posto che “…la previsione del rispetto di forme determinate di garanzia nei rapporti tra distributori e traiders esula […] dall’ambito di definizione legale del potere dell’Autorità…”.

A chiarirlo è stato il Consiglio di Stato (CdS), il quale ha accolto il ricorso proposto dalla società Gala S.p.A., annullando la delibera 19 dicembre 2013 n. 612 dell’AEEGSI, nella parte in cui ha previsto che i distributori di energia elettrica possono chiedere ai trader opportune garanzie a copertura di tutti gli obblighi derivanti dalla stipula del contratto di trasporto, comprensivi altresì degli oneri di sistema a carico dei clienti finali.

Sotto tale profilo, il CdS ha infatti sottolineato come non solo la normativa di settore sia chiara nel riconoscere esclusivamente in capo ai clienti finali l’obbligo del pagamento degli oneri di sistema, ma altresì che l’esercizio da parte dell’AEEGSI di simile potere di etero-integrazione dei relativi contratti di distribuzione e vendita di energia elettrica contrasti con il principio di legalità.

Ed infatti, pur riconoscendo l’ormai intervenuta “…dequotazione del principio di legalità in senso sostanziale…” con riferimento all’esercizio dei poteri regolatori da parte delle autorità indipendenti (alla luce dall’esigenza di assicurare, in contesti caratterizzati da “un elevato tecnicismo”, un margine di flessibilità all’intervento regolatorio), il CdS ha comunque ricordato come l’esercizio di simili poteri da parte delle autorità sia comunque vincolato al perseguimento delle specifiche finalità stabilite ex lege.

Finalità, queste, dalle quali esulano le suddette garanzie eventualmente prestate dai trader a favore dei distributori, non trovando in tal caso applicazione la giurisprudenza in materia di poteri impliciti, dal momento che ad essere stato violato è “…lo stesso principio di legalità nel senso di indirizzo verso lo scopo pubblico da perseguire…”.

In conclusione, con la sentenza in commento, il CdS ha ricordato all’AEEGSI e, più in generale, a tutte le autorità indipendenti, come l’esercizio dei propri poteri regolamentari, per quanto ampio e discrezionale, sia comunque subordinato al rispetto delle finalità imposte dalla legge, non potendo risolversi “…in una indebita ingerenza di potere pubblico nelle autonome autoregolazioni di interessi privati ad opera dei singoli contraenti…”.