Lo scorso 11 luglio l’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (AEEGSI) ha reso le proprie osservazioni in merito allo schema di decreto legislativo concernente i servizi pubblici locali di interesse economico generale (Atto del Governo n. 308).

Nell’ambito dello schema di decreto in parola, viene dedicata particolare attenzione al disposto dell'articolo 16, che attribuisce all’AEEGSI funzioni di regolazione e controllo del ciclo dei rifiuti, anche differenziati, urbani e assimilati, compatibilmente con i principi dettati dalla legge istitutiva delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità, vale a dire la l. 14 novembre 1995, n. 481.

L’ambito di applicazione dello schema di decreto è chiarito in modo netto, fino a ricomprendervi i servizi resi con riferimento (i) al “ciclo dei rifiuti, anche differenziati, urbani e assimilati”, (ii) al “servizio integrato dei rifiuti”, e (iii) ai “singoli servizi che costituiscono attività di gestione”.

Nella memoria in commento (per l’audizione presso la I Commissione Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni della Camera dei deputati), l’AEEGSI si è mostrata favorevole all’estensione delle proprie competenze nel senso appena illustrato. Tale approccio è ritenuto coerente con la scelta – operata nel 2011 – di riservare ad essa le funzioni di regolazione e controllo dei servizi idrici. Stando così le cose, ne deriva che giunge a compimento il disegno di “...regolazione convergente in materia di ambiente ed energia, secondo il moderno paradigma dello sviluppo sostenibile…”.

Dacché i servizi relativi al ciclo dei rifiuti sono compresi tra quelli a rete, non è casuale la scelta di mutare la denominazione dell’AEEGSI in ARÈRA, acronimo stante per Autorità di regolazione per l’energia, reti e ambiente (ARÈRA), la cui operatività sarà dispiegata, segnatamente, nell'ambito dell'energia, dell'ambiente e delle reti.

Alla luce del ragionamento appena esposto, si comprende inoltre perché, con riguardo all'affidamento delle attività relative alla gestione dei rifiuti, l’AEEGSI abbia sottolineato l'importanza di operare un bilanciamento tra, da un lato, la necessità di garantire un’accessibilità dei servizi in misura omogenea sul territorio nazionale, e, dall’altro, l’esigenza di assicurare adeguati livelli di qualità delle attività espletate.

Nell’ambito dei compiti che dovranno essere svolti, l’AEEGSI ha cura di precisare quali siano le funzioni regolatorie tipiche, comprendenti, a titolo esemplificativo, la separazione contabile e amministrativa, nonché la tutela dell'utenza, oltreché la materia tariffaria.

Risulta di particolare interesse il punto concernente l'esatta definizione dell’espressione “…vigilanza sulle modalità di erogazione dei servizi…”, con cui si intende il “...solo potere di controllo sui livelli di qualità dei servizi oggetto della regolazione...” dell’AEEGSI. Tale assunto consentirebbe, in definitiva, di evitare sovrapposizioni con le funzioni di vigilanza già attribuite ad altri soggetti (tra cui vale la pena menzionare, ad esempio, il MATTM, gli enti locali o il sistema delle Agenzie).

L’altro tema evidenziato nella memoria in commento riguarda la necessità di stabilire una tariffa che rispecchi l’attività svolta e che consenta di coprire i costi sostenuti in relazione al servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati. Peraltro – ha aggiunto l’AEEGSI – è possibile che il principio “chi inquina paga” sia suscettibile di enforcement soltanto laddove si proceda, preliminarmente, all'esatta definizione di quanti rifiuti sono prodotti, in concreto, dalle singole utenze.

In merito al finanziamento necessario a garantire il funzionamento dell’ARÈRA, il legislatore ha adottato il criterio dell’autofinanziamento: in altre parole, il contributo sarà posto a carico dei soggetti regolati. La scelta può dirsi coerente con un duplice ordine di ragioni: da un lato, si è inteso garantire l’indipendenza del Regolatore, dall’altro, contestualmente, si è voluto evitare di appesantire ulteriormente il bilancio pubblico.