È illegittima la determinazione d’ufficio e forfettaria delle tariffe del servizio idrico effettuata dall’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (AEEGSI) senza aver preventivamente richiesto agli operatori interessati l’invio della documentazione mancante e senza aver preliminarmente tentato di procedere a siffatta determinazione sulla base delle informazioni comunque disponibili afferenti i costi sostenuti dai medesimi operatori.

Lo ha stabilito il TAR Lombardia (TAR), in accoglimento dei ricorsi proposti da taluni operatori e gestori locali del sistema idrico – nella specie, ILCE SE.I.DA., nonché dai gestori locali rappresentati dai comuni di Borghetto Santo SpiritoFinale Ligure e Boissano (questi ultimi dichiarati in parte irricevibili in quanto tardivi) – soggetti alla disciplina applicabile ai c.d. ex-CIP (che comporta l’approvazione da parte dell’AEEGSI delle tariffe del sistema idrico determinate sulla base di criteri stabiliti dalla medesima e ispirati all’esigenza di una “full cost recovery”).

Pur riconoscendo la legittimità del potere sostitutivo esercitato dall’AEEGSI tramite la determinazione d’ufficio, sulla base di un fattore forfettario (ossia di un coefficiente moltiplicativo – pari allo 0,9 – alla tariffa vigente nel precedente periodo regolatorio), delle suddette tariffe in ragione del mancato invio, da parte degli operatori e gestori, della documentazione e delle informazioni richieste in sede procedimentale, il TAR ha tuttavia posto taluni fondamentali limiti all’esercizio di detto potere, che deve essere condotto dall’AEEGSI “…in un senso maggiormente collaborativo…”. Secondo il TAR, a fronte dell’invio di una documentazione inidonea o comunque non sufficiente, l’AEEGSI, prima di concludere per la determinazione d’ufficio e forfettaria della tariffa, avrebbe dovuto “…indica[re], nel corso del procedimento di approvazione tariffaria, quali fossero i dati e i documenti mancanti necessari ai fini della determinazione ordinaria della tariffa applicabile…”, salvo poi provvedere essa stessa a detta determinazione “…sulla base delle informazioni disponibili…” in merito ai costi sostenuti dal soggetto interessato.

Invero, secondo il TAR la determinazione della tariffa su base forfettaria con applicazione del suddetto fattore teta0,9 potrebbe essere disposta dall’AEEGSI solo in via residuale. Posto che le “…tariffe debbono essere funzionali alla copertura dei costi sostenuti ai fini dell’erogazione del servizio….”, il TAR ha espressamente ammesso “….l’applicazione di un metodo di determinazione basato su indici forfettari solo quando le informazioni in possesso dell’AEEGSI siano insufficienti al rilevamento dei costi…”, dovendo pertanto l’AEEGSI “…farsi carico di verificare la possibilità di procedere alla determinazione sulla base dei dati disponibili…”.

Maggiore collaborazione con gli operatori interessati e carattere residuale dell’esercizio sostitutivo dei poteri ufficiosi in materia tariffaria: questo è il chiaro invito che il TAR ha rivolto all’AEEGSI mediante le pronunce in commento, così ponendo alcuni importanti limiti all’esercizio dei poteri regolamentari riconosciuti alla medesima Autorità, i quali andranno pertanto esercitati nell’ambito di un corretto bilanciamento tra esigenze dell’utenza (a tutela della quale deve comunque procedersi alla determinazione, anche d’ufficio, delle tariffe relative al sistema idrico) e degli operatori/gestori di tale sistema, rispetto ai quali potrà procedersi alla determinazione officiosa e forfettaria delle relative tariffe nei soli casi in cui la documentazione e le informazioni dagli stessi fornite, benché incomplete, non siano oggettivamente sufficienti alla dimostrazione dei costi sostenuti ai fini della determinazione del quantum tariffario.