Con la decisione del 20 dicembre 2012 (la Decisione), la Commissione europea (Commissione) aveva accettato gli impegni presentati da Thomson Reuters Corporation (TR) e, per l’effetto, chiuso il procedimento avviato nei suoi confronti per abuso di posizione dominante nel mercato mondiale dei flussi di dati in tempo reale consolidati. Tale procedimento era stato avviato al fine di verificare la compatibilità con la normativa antitrust di alcuni comportamenti di TR consistenti:

i. nel vietare ai propri clienti di utilizzare i Reuters Instrument Codes (RIC), ossia, i codici alfanumerici sviluppati e usati da TR per individuare uno specifico strumento finanziario sul proprio database e così recuperare i flussi di dati in tempo reale consolidati ad esso afferenti, al fine di reperire anche i flussi di dati in parola dai (sistemi dei) suoi concorrenti; e

ii. nell’impedire ai terzi e agli altri fornitori concorrenti di realizzare e mantenere tabelle di mappatura (comprendenti RIC e simbologia utilizzata dai concorrenti della TR) grazie a cui i sistemi dei clienti di TR (incorporanti i RIC) avrebbero potuto interoperare con flussi di dati in tempo reale consolidati provenienti da altri operatori.

Questi comportamenti, secondo l’analisi preliminare che aveva spinto la Commissione ad avviare l’istruttoria, avrebbero potuto avere l’effetto di elevare i costi di riconversione dei database dei clienti di TR a tal punto da rendere irrazionale e, dunque, non percorribile la scelta di cambiare fornitore dei servizi in parola.

In base agli impegni presentati, resi vincolanti con la Decisione, la TR si era obbligata inter alia a concludere:

i.con i suoi clienti, un accordo di licenza che consente a questi ultimi di usare i RIC per reperire i flussi di dati in questione dai sistemi dei concorrenti di TR; e

ii.con sviluppatori terzi, un accordo di licenza che consente a questi ultimi di realizzare (e conservare) tabelle di mappatura, comprendenti RIC e simbologia usata dai concorrenti di TR.

Ora, con la sentenza in commento, resa il 15 settembre 2016, il Tribunale dell’UE (Tribunale) ha deciso il ricorso presentato da un concorrente di TR, Morningstar Inc., volto all’annullamento della Decisione.

Il Tribunale ha ritenuto il ricorso ricevibile, posto che la Decisione interessa la ricorrente direttamente (in quanto la Decisione, accettando impegni che non prevedono alcun obbligo della TR nei confronti dei suoi concorrenti, di fatto limita la possibilità della ricorrente di concludere contratti di licenza analoghi a quelli previsti in favore dei clienti della TR e degli sviluppatori terzi) e individualmente (da un lato, in quanto la “…ricorrente ha partecipato attivamente al procedimento….”; dall’altro, il mercato in parola “…è caratterizzato da un numero ristretto di concorrenti [donde] se ne può dedurre che misure restrittive della TR in quanto impresa dominante, come quelle oggetto della valutazione preliminare della Commissione, possono avere notevoli effetti negativi sulle attività della ricorrente…”).

Il Tribunale è passato quindi ad analizzare il merito del ricorso, articolato in quattro distinti ma connessi motivi, essendo tutti incentrati a sindacare (da più angolature) l’appropriatezza degli impegni a rispondere alle preoccupazioni sollevate dalla Commissione nella sua valutazione preliminare. Come noto, in ipotesi di chiusura del procedimento mediante impegni, la Commissione gode di un ampio margine di discrezionalità, essendo l’istituto degli impegni ispirato a considerazioni di economia processuale. Per questo, il sindacato di legittimità del giudice deve circoscriversi a verificare se la valutazione della Commissione sia manifestamente erronea. Ciò premesso, il giudice ha rilevato che le preoccupazioni espresse dalla Commissione si incentravano sulle difficoltà per i clienti di TR di cambiare fornitore e gli impegni accettati dalla Commissione si strutturano sulle possibilità per i clienti di cambiare fornitore, tanto con mezzi propri, quanto collaborando con uno sviluppatore terzo. Dunque, conclude il Tribunale, la Commissione non ha commesso alcun errore manifesto nel ritenere gli impegni sufficienti per rispondere alle preoccupazioni da essa manifestate, e per converso che non fosse necessario includere i concorrenti di TR nei termini della licenza. Pertanto il Tribunale ha respinto in toto il ricorso.