La legge 28 dicembre 2015, n. 208 (“Legge di Stabilità“) ha ridefinito i criteri di determinazione della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale, censibili nelle categorie dei gruppi D ed E, così incidendo sul quadro normativo di riferimento. Recentemente, l’Agenzia delle Entrate – Direzione Catasto, Cartografia e Pubblicità Immobiliare, con Circolare n. 2/E pubblicata in data 1 febbraio 2016, ha definitivamente chiarito la portata dell’intervento della Legga di Stabilità, fornendo rilevanti indicazioni anche in merito alla stima catastale dei pannelli solari. La Circolare n. 2/E ha inoltre delineato nuove metodologie in tema di identificazione e caratterizzazione degli immobili nel sistema informativo catastale (c.d. procedura Docfa).

L’articolo 1, comma 21, della Legge di Stabilità in particolare prevede che “A decorrere dal 1° gennaio 2016, la determinazione della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale e particolare, censibili nelle categorie catastali dei gruppi D ed E, è effettuata, tramite stima diretta, tenendo conto del suolo e delle costruzioni, nonché degli elementi ad essi strutturalmente connessi che ne accrescono la qualità e l’utilità, nei limiti dell’ordinario apprezzamento. Sono esclusi dalla stessa stima diretta macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti funzionali allo specifico processo produttivo”.

In base al dettato della Legge di Stabilità è dunque possibile distinguere quattro categorie di componenti costituenti l’unità immobiliare rilevanti ai fini della determinazione della stima catastale:

  • il suolo, per tale dovendosi intendere la porzione di terreno su cui ricade l’unità immobiliare, così come rappresentata negli elaborati grafici catastali;
  • le costruzioni, ovvero qualsiasi opera edile avente i caratteri della solidità, della stabilità, della consistenza volumetrica, nonché della immobilizzazione al suolo, realizzata mediante qualunque mezzo di unione, indipendentemente dal materiale con cui tali opere sono realizzate;
  • gli elementi strutturalmente connessi al suolo o alle costruzioni che ne accrescono la qualità e l’utilità, vale a dire quegli elementi che, fissati al suolo o alle costruzioni con qualsiasi mezzo di unione, risultano caratterizzati da una utilità trasversale ed indipendente dal processo produttivo svolto all’interno dell’unità immobiliare;
  • le componenti impiantistiche, di varia natura, funzionali ad uno specifico processo produttivo, in pratica quelle componenti che assolvono a specifiche funzioni nell’ambito di un determinato processo produttivo e che non conferiscono all’immobile una utilità apprezzabile, neppure in caso di modifica del ciclo produttivo svolto al suo interno.

Posta la distinzione in argomento, la Circolare n. 2/E dell’Agenzia delle Entrate ha specificato che i pannelli solari integrati nella struttura e costituenti copertura o pareti di costruzioni devono essere ricompresi tra gli elementi strutturalmente connessi al suolo o alle costruzioni che ne accrescono la qualità e l’utilità e pertanto devono essere considerati soggetti a stima diretta.

Diversamente, i pannelli solari non integrati sui tetti e nelle pareti restano esclusi dalla stima catastale.

La Circolare n. 2/E ha così interpretato la disposizione contenuta all’articolo 1, comma 21 della Legge di Stabilità, superando in via definitiva l’orientamento della precedente risoluzione n. 3/T del 6 novembre 2008, che espressamente ricomprendeva i pannelli solari nella determinazione della rendita catastale dell’impianto fotovoltaico accatastato in categoria D/1. Il risparmio atteso, che l’applicazione della Circolare  produrrà per gli operatori fotovoltaici in termini di accertamento e liquidazione delle imposte IMU e TASI, risulta quindi sostanziale.

A garanzia di uniformità tra le unità immobiliari già iscritte in catasto e quelle oggetto di dichiarazione di nuova costruzione o di variazione, la Circolare n. 2/E ha inoltre disciplinato le modalità di presentazione degli atti di aggiornamento per la rideterminazione della rendita catastale alla luce dei nuovi criteri, da applicarsi mediante scorporo degli elementi esclusi dalla stima catastale, comunque con effetti a far data dal 1 gennaio 2016.