La Commissione europea (Commissione) ha autorizzato, ai sensi del regolamento UE sul c.d. merger control, la proposta di acquisizione da parte di AB InBev (titolare di marchi quali Budweiser, Stella Artois, Corona), di SABMiller, rispettivamente il primo ed il secondo più grande produttore di birra al mondo.

In base a quanto reso noto nel suo comunicato ufficiale, la Commissione temeva che l'operazione, come inizialmente notificata, avrebbe potuto essere l’origine di prezzi più elevati negli Stati membri in cui le parti sono attualmente attive, in quanto, eliminando un concorrente importante, avrebbe verosimilmente reso più probabile effetti di coordinamento tacito tra i principali produttori di birra internazionali. In particolare, ad avviso della Commissione, l’operazione avrebbe portato ad “…un aumento del numero di contatti cd. multimercato. La fusione di due dei quattro maggiori produttori di birra nello spazio economico europeo avrebbe notevolmente aumentato il numero di mercati nazionali in cui la nuova impresa e i due rimanenti principali produttori sovranazionali [i.e. Heineken e Carlsberg] avrebbero incontrato l'un l'altro come concorrenti. Un minor numero di giocatori, incontrando l'altro in un maggior numero di mercati, avrebbero trovato più facile coordinarsi tacitamente sui prezzi a livello nazionale. L'aumento del numero di contatti multimercato avrebbe anche potuto facilitare ritorsioni a qualsiasi riduzione di prezzo da parte di un rivale, anche in un paese diverso da quello in cui lo scostamento dei prezzi ha avuto luogo…” (traduzione di cortesia).

Per far fronte a tali preoccupazioni, AB InBev (che negli Stati Uniti ha altresì sciolto la joint venture con il concorrente americano Molson Coors) ha prima assunto l’impegno di cedere alcuni rami di azienda di SAB Miller (tra cui, in particolare, quelli relativi a Grolsch e Birra Peroni/Nastro Azzurro, individuando nel gruppo giapponese Asahi il compratore). In un secondo momento, AB InBev si è altresì impegnata, nel corso del procedimento, a cedere tutte le attività della birra SABMiller nell’Europa dell’est (inclusa Pilsner Urquell), eliminando così ogni significativa sovrapposizione fra le due imprese nei mercati europei.

Attraverso tali misure, AB InBev ha così ottenuto l’autorizzazione della concentrazione in Fase I, soggetta ai citati impegni di dismissione, scongiurando il pericolo dell’avvio della ben più lunga Fase II (105 giorni lavorativi).

L’operazione, avendo una portata di natura globale, è stata notificata in molte altre giurisdizioni in Africa, America, Asia ed Oceania, ed il closing avverrà (verosimilmente nella seconda metà del 2016) una volta ottenute le autorizzazioni antitrust ancora pendenti.