IN OCCASIONE DEL CONGRESSO DEL PARTITO CONSERVATORE, TENUTOSI A BIRMINGHAM LO SCORSO 2 OTTOBRE, IL PREMIER BRITANNICO, THERESA MAY, HA ANNUNCIATO CHE LA CLAUSOLA DI RECESSO DI CUI ALL’ART. 50 DEL TRATTATO VERRÀ AZIONATA NON PIÙ TARDI DELLA FINE DI MARZO 2017.

Nella stessa occasione, la Premier ha chiarito che il referendum per la Brexit “… è stato legittimo …”, oltreché “… il più grande voto per il cambiamento che questo Paese abbia mai avuto …”.

In aggiunta, la Premier ha anticipato che, nel prossimo discorso alla nazione, la Regina annuncerà il “… Great Repeal Bill che rimuoverà il Trattato Istitutivo della Comunità Europea del 1972 – specificando che – E’ il Trattato che ci ha portato nell’Unione Europea. E’ il primo passo per far tornare il Regno Unito un Paese sovrano e indipendente. Le nostre leggi saranno fatte a Westminster e non a Bruxelles, e saranno interpretate dai nostri giudici a Londra e non a Lussemburgo …”.

OTTO ANNI PER GLI ACCORDI

Nella stessa occasione, il Ministro Kenneth Clarke, parte del gruppo dei Tories che auspica di conservare un rapporto stretto con Bruxelles, ha parlato di un percorso di otto anni per mettere in pratica gli accordi di recesso. Il ministro degli esteri Boris Johnson ha definito la Brexit “… un voto di libertà …”, mentre David Davis, il ministro per la Brexit, ha affermato che, durante i negoziati, punterà a conservare “… i termini commerciali più liberi possibili con l’Unione Europea, ma insisteremo per riprenderci il controllo della nostra economia …”.

Per quanto concerne le procedure interne, Theresa May ha sottolineato il fatto che la gestione degli accordi di recesso è di competenza esclusiva del governo, quindi, non ci sarà alcun voto preventivo della Camera dei Comuni e di quella dei Lord. La Premier, comunque, è decisa a concludere accordi che, da un lato, garantiscano l’indipendenza e la sovranità del Regno Unito rispetto all’UE e, dall’altro, tutelino in pieno i lavoratori europei già residenti nel Paese. Il governo mira inoltre ad accordi che non violino le regole del libero commercio e consentano di continuare a cooperare con l’UE in ambito di sicurezza.

77% A FAVORE DELLA COOPERAZIONE

A tal proposito, da un sondaggio di Ipsos Mori, risulta che il 77% dei britannici pensa che la Gran Bretagna debba continuare a cooperare strettamente con l’UE su temi quali il commercio, la sicurezza e il cambiamento climatico.

Dal versante dell’UE, il portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas, ha annunciato che il Presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, incontrerà la Premier britannica a fine ottobre, in occasione del vertice UE, per discutere della Brexit. Il Presidente Juncker è contrario ad ogni forma di negoziato senza la notifica dell’art. 50. Per tale ragione, il portavoce ha annunciato che, sebbene il caponegoziatore della Commissione, Michel Barnier, sia già in carica, fino alla notifica formale dell’art. 50, predisporrà solamente un lavoro preparatorio.