Con la sentenza del 22 giugno, il Tribunale dell’Unione europea (il Tribunale) ha respinto il ricorso presentato dalla società Whirpool avverso la decisione con cui la Commissione europea (la Commissione) aveva autorizzato l’aiuto di Stato concesso dallo Stato francese a FagorBrandt, società anch’essa attiva nel settore degli elettrodomestici.

Nello specifico, la domanda è stata rigettata in quanto non sarebbe configurabile alcun interesse ad agire in capo a Whirpool, nonostante il rapporto di concorrenza tra il ricorrente e FagorBrandt. In particolare, ciò poiché non sarebbe stato dimostrato l’impatto sostanziale che l’aiuto di Stato avrebbe avuto su di essa.

Per quanto attiene ai fatti, nel 2007 la Francia notificò alla Commissione che stava considerando di concedere un finanziamento pari a 31 milioni di euro a FagorBrandt al fine di permetterne la sua ristrutturazione finanziaria, per scongiurarne l’uscita dal mercato. La Commissione aveva autorizzato la concessione del prestito subordinandola, tra le altre cose, alla cessazione della vendita di elettrodomestici in territorio francese sotto il marchio Vedette per cinque anni. Whirpool ed Electrolux avevano quindi ottenuto l’annullamento parziale della decisione in quanto la Commissione, nel determinare le misure correttive, non aveva tenuto conto dell’effetto cumulativo sulla concorrenza dell’aiuto di Stato concesso a FagorBrandt anche dallo Stato italiano. Allo scopo di adeguare le misure, la Commissione aveva pertanto rivisto le condizioni imposte estendendo ad otto anni l’obbligo di cessazione dell’attività di commercializzazione di elettrodomestici tramite il marchio Vedette.

A seguito di tale ultima decisione Whirpool, con il sostegno di Electrolux, ha presentato domanda di annullamento della nuova decisione della Commissione davanti al Tribunale, rilevando il mancato rispetto delle condizioni contenute negli Orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.

La Commissione, nella sua controreplica, aveva contestato l’ammissibilità della domanda di Whirpool in quanto quest’ultima non avrebbe avuto alcun interesse ad agire. Nel dettaglio, la Commissione aveva sottolineato che, non essendo Whirpool il destinatario della decisione impugnata, il suo interesse ad agire era subordinato alla dimostrazione dell’effetto sostanziale che la concessione dell’aiuto avrebbe avuto su di essa. Al contrario, a dire di Whirpool, alcuni passaggi della decisione impugnata dimostrerebbero che la stessa sarebbe stata particolarmente colpita dal finanziamento concesso a FagorBrandt. In particolare nella decisione la Commissione aveva rilevato che “…Whirpool è tra i principali concorrenti di FagorBrandt nel mercato dei frigoriferi, congelatori e lavastoviglie…” nonché che “…l’uscita di FagorBrandt dal mercato permetterebbe ai suoi concorrenti di aumentare le proprie vendite e, di conseguenza, l’attività di produzione…”. Quindi, secondo quanto sostenuto da Whirpool, con la concessione del finanziamento impugnato Whirpool rischierebbe di non poter acquisire il potenziale guadagno che verosimilmente le deriverebbe dalla cessazione dell’attività da parte di FagorBrandt. Inoltre, la situazione specifica rispetto agli altri concorrenti in cui si trova Whirpool sarebbe dimostrata dalla sua posizione di secondo operatore nel settore degli elettrodomestici in Francia. Da ciò deriverebbe un danno diretto maggiore che Whirpool trarrebbe dalla permanenza nel mercato di FagorBrandt rispetto agli altri concorrenti.

Il Tribunale, nel respingere il ricorso, accoglie l’argomentazione della Commissione ritenendo che Whirpool non abbia dimostrato l’impatto sostanziale della concessione dell’aiuto di Stato. Il giudice di primo grado rileva innanzitutto che una società non può fare affidamento unicamente sul suo status di concorrente per dimostrare il suo interesse ad agire, ma deve dimostrare che le circostanze fattuali la distinguono in maniera particolare dalle altre società concorrenti. In secondo luogo, i passaggi della decisione della Commissione sono semplici considerazioni generali in grado di applicarsi a tutti gli operatori e non fanno sorgere alcuna presunzione che Whirpool sarebbe più colpita dei concorrenti dal finanziamento. Analogamente, il fatto che Whirpool abbia inviato le proprie osservazioni circa l’aiuto di Stato in analisi e abbia partecipato alla procedura di esame non genera di per sé alcuna presunzione di effetto sostanziale sulla sua posizione nel mercato.

Il Tribunale, in buona sostanza, non sembra aver dato alcun peso alla posizione di mercato detenuta da Whirpool, elemento che Whirpool verosimilmente farà valere in sede di appello avanti alla Corte di Giustizia.