L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inviato al Parlamento e al Governo un parere in materia di gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi mettendo a confronto la normativa italiana sul diritto d’autore vigente con la direttiva 2014/26/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio.

Le maggiori criticità messe in luce dall’Autorità riguardano soprattutto il mantenimento del monopolio legale della Siae previsto dall’art. 180 della Legge sul diritto d’autore (L. n. 633/1941) che sembra ormai contrastare con le disposizioni della Direttiva 2014/26/UE il cui nucleo fondamentale è costituito dalla libertà di scelta riconosciuta ai titolari dei diritti nell’individuare un organismo di gestione collettiva “indipendentemente dallo Stato membro di nazionalità, di residenza o di stabilimento dell’organismo di gestione collettiva o del titolare dei diritti”.

Tale principio sembra purtroppo essere del tutto estraneo alla normativa italiana che, come anticipato, all’art. 180 della L. 633/1941 riserva in via esclusiva alla Società Italiana degli Autori e degli Editori (SIAE) l’attività di intermediario.

L’AGCM ha rilevato come tale norma si riveli ormai inadeguata soprattutto alla luce del continuo sviluppo dell’evoluzione tecnologica che ha determinato nuove modalità di utilizzo delle opere. A causa dell’esclusiva accordata alla Siae, infatti, le altre collecting societies sono costrette a stabilirsi presso altri Stati membri con la conseguenza di una forte limitazione della libertà d’iniziativa economica nonché della libertà di scelta degli utilizzatori.