Con il DL n. 50 /2017 (che è entrato in vigore il 24 aprile 2017 ma dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni da tale data) sono state introdotte importanti novità in materia di transfer pricing, con specifico riferimento all’ipotesi di rettifica in diminuzione del reddito di una società residente in Italia, conseguente ad una corrispondente rettifica in aumento del reddito di una società appartenente al medesimo gruppo e residente in un altro Stato.

In base all’art. 110, comma 7, del TUIR, le autorità fiscali italiane possono rettificare il valore delle transazioni poste in essere da una società residente in Italia con una società appartenente al medesimo gruppo e residente in un altro Stato, qualora il prezzo di tali transazioni non sia in linea con quello che sarebbe stato pattuito tra soggetti indipendenti e qualora ne derivi un aumento del reddito imponibile in Italia.

In base alla normativa previgente, la rettifica in diminuzione del reddito di una società residente in Italia, conseguente ad una corrispondente rettifica in aumento del reddito di una società appartenente al medesimo gruppo e residente in un altro Stato, poteva essere riconosciuta esclusivamente in esecuzione di accordi conclusi tra le autorità competenti dei due Stati a seguito di speciali “procedure amichevoli” previste dalle convenzioni contro le doppie imposizioni sui redditi (MAP) o dalla Convenzione n. 90/436/CE relativa all’eliminazione delle doppie imposizioni in caso di rettifica degli utili di imprese associate.

Il DL n. 50/2017 stabilisce ora che le rettifiche ai prezzi di trasferimento possono generare una diminuzione del reddito in capo alla società residente in Italia anche nei seguenti casi:

  • a conclusione di controlli effettuati nell’ambito di attività di cooperazione internazionale i cui esiti siano condivisi dagli Stati partecipati;
  • a seguito di istanza presentata da parte del contribuente all’Agenzia delle Entrate, a fronte di una rettifica in aumento definitiva e conforme al principio di libera concorrenza effettuata da uno Stato con il quale è in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni sui redditi che consenta un adeguato scambio di informazioni. Le modalità e i termini di presentazione dell’istanza verranno stabiliti con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Tale modifica legislativa potrà consentire ai gruppi multinazionali operanti in Italia di evitare più agevolmente fenomeni di doppia imposizione. A tal fine, dovranno tuttavia essere considerati svariati aspetti tecnici quali la natura dell’attività di accertamento svolta all’estero, la tempistica della stessa e l’impatto sugli altri rimedi unilaterali o bilaterali alla doppia imposizione.<span "="">