L’articolo 13 della L. n. 115/2015 ha modificato gli artt. 38 e 41 del D.L. n. 331/1993 al fine di recepire nella normativa nazionale le decisioni della Commissione Europea in merito al Caso EU Pilot n. 6286/14/TAXU avviato nei confronti dell’Italia relativamente all’implementazione dell’art. 17, comma 2, lett. f), della Direttiva IVA.

Segnatamente la modifica in commento ha assimilato ad un’operazione intracomunitaria il caso in cui un bene, introdotto da uno Stato membro in Italia per operazioni di perizia o lavorazione, non venga reintrodotto nello Stato di provenienza del committente.

In particolare, sulla base della precedente formulazione, il citato articolo 38, comma 5, lett. a) prevedeva che non era da considerarsi quale acquisto intracomunitario l’introduzione in Italia di beni oggetto di perizie o di operazioni di perfezionamento o di manipolazioni usuali – così come definite dai Regolamenti ivi richiamati e qui nel seguito genericamente definite anche “operazioni di lavorazione” – se i beni venivano successivamente trasportati o spediti dal committente, soggetto passivo di imposta, nello Stato membro di provenienza o per suo conto in altro Stato membro ovvero fuori dalla Comunità. Pertanto, ai fini IVA, nell’ipotesi in cui i beni venivano introdotti in Italia per le suddette attività, il prestatore italiano doveva esclusivamente curarsi che gli stessi fossero successivamente trasportati o spediti fuori dall’Italia al committente ovvero altrove per suo conto.

A seguito dell’entrata in vigore della novella normativa in commento, invece, l’operazione sarà da considerarsi alla stregua di quelle sopra menzionate – ossia diversa da un acquisto intracomunitario - solamente nel caso in cui i beni, dopo aver subito le operazioni di lavorazione, vengano reintrodotti, mediante trasporto o spedizione, nel Paese di provenienza del committente e non anche laddove vengano spediti o trasportati in altro Stato UE o extra UE.

Corrispondentemente è stato modificato l’articolo 41, comma 3, del medesimo D.L. n. 331/1993 che, nella versione attuale, annovera fra le operazioni diverse dalla cessione intracomunitaria solamente quelle in cui i beni, dopo essere stati inviati dall’Italia in un altro Stato UE per le operazioni di lavorazione, siano destinati ad essere reintrodotti, mediante trasporto o spedizione, in Italia.