Con la legge n. 49 del 14 febbraio 2016 (la “Legge”), entrata in vigore il 15 aprile 2016, il Parlamento ha modificato ancora una volta l’art. 120 del Testo Unico Bancario (Decreto Legislativo n. 385/1993), che regola la capitalizzazione degli interessi nelle operazioni bancarie.

A seguito di tali modifiche è stata affidata al CICR (il Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio) l’emanazione di disposizioni attuative che dovranno assicurare che:

  1. gli interessi maturati in conto corrente o in conto pagamento (sia in favore della banca sia in favore del titolare del conto) siano calcolati con la stessa periodicità comunque non inferiore ad un anno.
  2.  gli interessi maturati non generino ulteriori interessi, ad eccezione di quelli di mora, e siano calcolati esclusivamente sulla sorte capitale. Inoltre, in caso di aperture di credito regolate in conto corrente, per gli sconfinamenti anche in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido:
    1. gli interessi saranno conteggiati al 31 dicembre e diverranno esigibili il 1 marzo dell’anno successivo (a meno che il relativo rapporto contrattuale non venga a cessare, nel qual caso gli interessi dovuti saranno immediatamente esigibili);
    2. il cliente potrà autorizzare (anche in via preventiva) l’addebito degli interessi maturati sul proprio conto al momento in cui questi diverranno esigibili, nel qual caso gli interessi addebitati saranno considerati quale sorte capitale (l’autorizzazione può essere revocata in ogni momento purché prima che l’addebito abbia luogo).

La Legge sembrerebbe quindi aver reintrodotto l’anatocismo bancario alle condizioni di cui alla lettera B2) di cui sopra, poiché in tal caso gli interessi addebitati sul conto possono generare ulteriori interessi, mentre la precedente versione dell’art.120 del Testo Unico Bancario prevedeva che gli interessi “periodicamente capitalizzati” non potevano in alcun caso produrre interessi ulteriori.

Le modifiche introdotte dalla Legge all’art. 120 del Testo Unico Bancario confermano sostanzialmente quanto già previsto dalla bozza di delibera CICR sottoposta il 24 agosto 2015 a pubblica consultazione, che era volta a dare attuazione all’art. 120, comma 2 del Testo Unico Bancario, così come modificato dalla Legge n. 147/2013.

Infatti, la bozza di delibera CICR prevede(va) che:

  1. gli interessi siano calcolati almeno su base annuale e separatamente dal capitale;
  2. gli interessi maturati diventino esigibili trascorso un termine di 60 giorni dalla ricezione dell’estratto conto bancario ai sensi dell’art. 119 del Testo Unico Bancario;
  3. il contratto possa prevedere che gli interessi maturati siano addebitati sul relativo conto corrente bancario (in alternativa essi dovranno essere addebitati separatamente).

 È possibile che tale bozza di delibera (che sostituirà la delibera del CICR del 9.2.2000) venga ulteriormente modificata alla luce della nuova formulazione dell’art. 120 del Testo Unico Bancario.