L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM o Autorità) ha avviato in data 4 maggio 2017 tre procedimenti paralleli nei confronti rispettivamente di Enel, A2A e Acea per presunte violazioni del divieto di abuso di posizione dominante (art. 102 TFUE).

Le condotte indagate si inseriscono nel quadro della progressiva liberalizzazione dei servizi di vendita al dettaglio di energia elettrica, avviato con l’introduzione del mercato libero (l. 125/2007), evolutosi – inter alia – attraverso la previsione dell’obbligo di separazione dei marchi (c.d. brand unbundling, ossia la separazione degli elementi distintivi relativi ad attività di distribuzione, svolte in regime di concessione, e vendita), e che vede ora quale prossimo, decisivo passaggio, l’abbandono del regime di maggior tutela, ossia il “trasferimento” di tutti i clienti finali nel mercato libero (attualmente previsto dal luglio 2019, secondo la versione in discussione in Parlamento del DDL Concorrenza).

Le tre imprese, considerate dominanti in virtù delle rispettive posizioni (i) nella distribuzione dell’energia elettrica, ciascuna nell’area in cui opera come monopolista legale in base ad una concessione, nonché, nelle stesse aree, (ii) nella vendita di energia elettrica a clienti finali in regime di maggior tutela, avrebbero in particolare, secondo le ipotesi di “accusa” dell’Autorità, tenuto le seguenti condotte “non replicabili” da altre imprese non verticalmente integrate:

- sfruttamento commerciale (in modo peraltro non chiarito nei provvedimenti) delle informazioni relative all’anagrafica e ai dati di fatturazione dei clienti serviti in maggior tutela;

- vanto nei confronti dei consumatori, in vari modi e attraverso vari canali, di vantaggi reputazionali e/o di costo legati alla loro natura integrata nell’attività di distribuzione;

- nel caso di Enel, l’aver posto in essere una campagna di riacquisizione della clientela dalla società concorrente Green Network, asseritamente anche attraverso campagne denigratorie nei confronti di quest’ultima;

- nel caso di A2A, adozione di una offerta riservata ai propri clienti in regime di maggior tutela.

Tutto ciò, ad avviso dell’AGCM, “…allo scopo di alterare a danno dei venditori di energia elettrica non integrati le future dinamiche concorrenziali conseguenti alla completa liberalizzazione del mercato” e, secondo la denunciante AIGET, (l’associazione italiana di grossisti di energia e trader), “…accelerare il processo di svuotamento del bacino di clienti ancora in maggior tutela in previsione della possibile applicazione di meccanismi proconcorrenziali per l’erogazione di un servizio di salvaguardia ai clienti che non abbiano scelto un fornitore alla data di cessazione della maggior tutela”.

Le indagini sono state rese note lo scorso 11 maggio, stessa data in cui sono state effettuate ispezioni presso le diverse sedi delle società interessate dei tre gruppi.

Il termine di conclusione dei procedimenti è allo stato fissato al 30 giugno 2018 ma una chiusura più rapida appare ipotizzabile nel caso di proposta (di regola, entro 3 mesi), da parte delle imprese, di impegni che siano giudicati dall’Autorità idonei a rimuovere le preoccupazioni competitive rilevate, come peraltro recentemente accaduto in relazione agli analoghi procedimenti per abuso di posizione dominante nei confronti di Enel e Sorgenia e commentato qui di seguito in questa Newsletter.