Lo scorso 13 aprile la Commissione Europea (Commissione) ha pubblicato gli esiti intermedi dell’indagine settoriale avviata il 29 aprile 2015 sul sostegno finanziario concesso  dagli Stati Membri ai produttori e ai consumatori di energia elettrica per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di elettricità (c.d. “capacity market” o meccanismi di capacità). La relazione in commento è volta ad illustrare i risultati preliminari e le conclusioni provvisorie dell’indagine.

Al riguardo, la Commissione ha evidenziato come i meccanismi di capacità risultano necessari per garantire un livello accettabile di sicurezza dell’approvvigionamento e retribuiscono i fornitori che mettono a disposizione capacità nuove e/o esistenti. Tuttavia, vi sono delle possibili criticità da considerare. Infatti, come sostenuto dalla Commissione, “…se introdotti prematuramente, senza un adeguato coordinamento e senza considerare il contributo che possono offrire le risorse transfrontaliere, i meccanismi di capacità rischiano di falsare gli scambi transfrontalieri di elettricità e la concorrenza…”. Vengono richiamati esempi concreti a sostegno di tali affermazioni quali il fatto che tali meccanismi possono remunerare i nuovi investimenti solo per alcuni tipi di produzione o escludere la gestione della domanda, oppure il fatto che essi possono incoraggiare gli investimenti entro i confini nazionali, quando sarebbe più efficiente rafforzare l’interconnessione e importare elettricità all’occorrenza.

Nel corso dell’indagine la Commissione ha raccolto informazioni provenienti da oltre 12 operatori di mercato ed enti pubblici sui meccanismi di capacità e previsti in undici Stati Membri (Belgio, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia). Dai primi risultati emergono sei tipi di meccanismi: i) gare per la fornitura di nuove capacità; ii) riserve strategiche; iii) sistemi mirati di retribuzione della capacità; iv) modelli di acquirente centralizzato; v) obblighi decentrati e vi) sistemi di retribuzione della capacità per l’insieme del mercato. Queste tipologie possono essere raggruppate a loro volta in due categorie: meccanismi mirati (che prevedono pagamenti solo a categorie selezionate di fornitori di capacità), e meccanismi riguardanti l’intero mercato (ai quali, possono partecipare tutti i fornitori di capacità). In tale contesto la Commissione ha rilevato che la forma più comune è la c.d. riserva strategica, che prevede centrali elettriche ed altre capacità che di per sé non partecipano al mercato all’ingrosso ma vengono tenute da parte ed utilizzate dall’operatore di rete unicamente in situazioni di emergenza.

La Commissione focalizza l’attenzione anche sulle valutazioni dell’adeguatezza e i livelli standarddi affidabilità. Al riguardo viene chiarito che al fine di definire il livello desiderato di sicurezza dell’approvvigionamento, gli Stati Membri potrebbero definire livelli standard di affidabilità che consentirebbero loro di raggiungere un compromesso tra i benefici dell’affidabilità e i costi necessari per fornirla. Dall’indagine è emerso un mancato allineamento a questa procedura o un’eccessiva eterogeneità nella definizione da parte di alcuni Stati Membri. Tale situazione, pertanto, rende difficile stabilire la necessità dei meccanismi di capacità esistenti e programmati, ostacolando il coordinamento transfrontaliero, perché gli Stati Membri hanno una percezione diversa del problema effettivo. L’effetto “a cascata” di tale situazione comporta una difficoltà nello stabilire se le interconnessioni possono colmare o meno il fabbisogno di capacità identificato.

Nelle varie problematiche evidenziate, la Commissione tiene conto anche del fatto che, tra i vari meccanismi di capacità, i meccanismi basati sul prezzo, che prevedono sistemi di retribuzione della capacità per l’intero mercato oppure mirati rischiano “…di sovracompensare i fornitori di capacità perché si basano su una fissazione dei prezzi amministrativa anziché procedure di assegnazione competitive…”. Nella procedure di assegnazione amministrative, infatti, tutti i fornitori di capacità ammissibili vengono selezionati senza una gara e la retribuzione della capacità viene fissata in anticipo dalle autorità degli Stati Membri o negoziata a livello bilaterale tra lo Stato membro e il fornitore di capacità. Al riguardo, l’indagine ha dimostrato che tali procedure difficilmente saranno in grado di rivelare il valore reale della capacità e quindi difficilmente saranno efficienti in termini di costi. Con riferimento alle gare d’appalto e alle riserve strategiche viene precisato che possono essere adatte a risolvere un problema di capacità transitorio: le prime rendendo possibili nuovi investimenti; le seconde usate in genere per evitare la chiusura degli impianti esistenti. Al contrario, i meccanismi dell’acquirente centralizzato e degli obblighi decentrati possono rivelarsi appropriati per porre rimedio ad un problema di adeguatezza di più lungo termine.

Infine la Commissione evidenzia che in tutti i casi i meccanismi di capacità devono essere progettati “…in maniera accurata, prestando attenzione a regole di partecipazione trasparenti e aperte e a un prodotto di capacità che non pregiudichi il funzionamento del mercato dell’energia elettrica...”, aggiungendo che “…i prezzi dell’energia elettrica dovrebbero continuare a trasmettere i segnali di scarsità energetica, in modo che al momento opportuno l’energia elettrica sia importata da altri Stati Membri…”.

Non resta che attendere di assistere alle fasi successive, concernenti l’eventuale presentazione di osservazioni dalle parti interessate e successivamente la presentazione di una relazione finale, che verrà utilizzata dalla Commissione per mettere eventualmente a punto proposte legislative di revisione dell’assetto del mercato dell’energia elettrica.