Con la relazione pubblicata lo scorso 25 ottobre, il consigliere auditore Wils (nell’ormai lontano 2014) aveva definitivamente confermato il rispetto dei diritti procedurali delle parti nel procedimento concluso dalla Commissione Europea (Commissione) con una sanzione di 427 milioni di euro nei confronti si Servier S.A.S. (Servier) e altre compagnie farmaceutiche (unitamente le Parti).

L’illecito sanzionato aveva riguardato una strategia considerata abusiva dalla Commissione, basata sull’utilizzazione strumentale di una copertura brevettuale secondaria, posta in essere da Servier per ritardare l’ingresso sul mercato dei farmaci generici a base del principio attivo “perindopril”, molecola brevettata dalla stessa Servier e la cui protezione brevettuale era in procinto di scadere su diversi mercati nazionali europei. La strategia era stata inoltre puntellata con una serie di accordi transattivi e di licenza di brevetto di questa molecola conclusi con altre compagnie farmaceutiche produttrici di generici, a loro volta ritenuti contrari all’art. 101 TFUE.

Dopo la notifica della comunicazione degli addebiti del 27 luglio 2012, l’audizione delle parti e l’invio di due lettere c.d. di esposizione dei fatti nel 2013 e nel 2014 inviate dalla Commissione, Servier presentava una serie di richieste di accesso agli atti, di cui l’ultima nel giugno 2014, e, a seguito del rigetto proprio di quest’ultima, investiva della questione il consigliere auditore.

Il consigliere ha ribadito alcuni principi base in materia di accesso, confermando che l’accesso al fascicolo non costituisce un fine in sé bensì persegue lo scopo di consentire al destinatario della comunicazione degli addebiti di far valere utilmente il proprio punto di vista in merito alle conclusioni in essa raggiunte in via provvisoria dalla Commissione. Proprio per tali motivi ha ritenuto che l’ulteriore accesso al fascicolo richiesto in una fase tardiva del procedimento non avrebbe altro scopo che ostacolare la Commissione nell'adempimento dell'obbligo di adottare una decisione entro un termine ragionevole, giungendo alla conclusione che tutte le parti avevano avuto modo di esercitare efficacemente i loro diritti procedurali nel caso in questione.