Le conclusioni dell’Avvocato Generale (AG) Wahl potrebbero segnare una svolta nella causa C – 413/14 P relativa all’accertato abuso di posizione dominante da parte di Intel, ponendosi in discontinuità sia con la relativa decisione (Decisione) della Commissione Europea (Commissione), sia con la pronuncia del Tribunale dell’Unione Europea (Tribunale) che ha sostanzialmente confermato tale Decisione.

La vicenda aveva avuto origine nel 2009, quando la Commissione aveva irrogato nei confronti di Intel una sanzione di importo pari a 1,06 miliardi di euro per aver abusato della sua posizione dominante nel mercato dei processori informatici x86, ordinando la cessazione immediata dell’illecito antitrust accertato. La Commissione aveva in primo luogo stabilito che Intel detenesse circa il 70% del mercato dei processori per computer, un gap ritenuto irrecuperabile da parte dei concorrenti anche in termini di investimenti tecnologici e produttivi. Aveva quindi ritenuto che Intel avesse commesso un abuso di siffatto potere di mercato sia applicando sconti a quattro importanti produttori di computer (Produttori), a condizione che si rifornissero pressoché esclusivamente dei processori Intel, sia effettuando pagamenti a Media – Saturn (un rivenditore europeo di dispositivi microelettronici), affinché quest’ultimo vendesse unicamente computer dotati dei processori Intel. Ad avviso della Commissione, tale comportamento aveva significativamente attenuato il livello di concorrenza nel settore, con la conseguente riduzione della scelta dei prodotti offerti ai consumatori finali.

Nel 2014, il Tribunale ha respinto il ricorso presentato da Intel avverso la Decisone, concentrando la propria analisi, in particolare, sulla natura “esclusiva” degli sconti, definendoli idonei di per sé a restringere la concorrenza e ad estromettere i concorrenti dal mercato. Secondo il Tribunale, in tale situazione non sarebbe stato quindi necessario procedere alla valutazione dell’effetto escludente di tali sconti.

Nelle proprie conclusioni, l’AG, richiamandosi anche ad una certa prassi decisionale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CdG), ritiene che il Tribunale sia incorso in un errore di diritto nel dichiarare che gli “sconti di esclusiva” costituiscono una categoria unica e separata di sconti per la quale non è richiesta una valutazione di tutte le circostanze al fine di dimostrare l’esistenza di un abuso di posizione dominante e il conseguente effetto preclusivo anticoncorrenziale. Al riguardo, l’AG ha, inoltre, precisato che, per qualificare specificamente gli sconti applicati da Intel come esclusivi, questi avrebbero dovuto legarsi alla totalità o ad una parte considerevole degli acquisiti totali di processori effettuati dai Produttori; tuttavia, non vi è alcuna evidenza del fatto che tali Produttori non potessero acquistare quantitativi significativi di processori anche dai principali concorrenti di Intel (in particolare, dalla società Advanced Micro Devices).

L’AG sostiene, pertanto, che la sentenza impugnata da Intel debba essere annullata, rinviando al Tribunale la valutazione in concreto degli effetti prodotti dalla condotta posta in essere dalla stessa Intel sul mercato interessato.

Quanto all’importo della sanzione irrogata dalla Commissione, questo non è stato ritenuto di per sé sproporzionato dall’AG (ancorché all’epoca si trattasse della sanzione più elevata mai determinata prima), anche in considerazione del fatto che Intel non ha addotto argomentazioni adeguatamente puntuali a sostegno di tale censura.

La CdG è ora chiamata a decidere, valutando se seguirà il parere dell’AG Wahl.