Con il Provvedimento n. 26519, pubblicato sul Bollettino n. 14 dello scorso 18 aprile, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), apparentemente discostandosi anche da diversi suoi precedenti in materia di scambio di informazioni, ha archiviato il procedimento aperto per presunte violazioni dell’art. 101 TFUE nel mercato del noleggio di autoveicoli a lungo termine.

Più precisamente, nel luglio 2015 l’AGCM aveva avviato un’istruttoria inizialmente nei confronti dell’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici (Aniasa) e di otto società attive nel settore del noleggio a lungo termine; successivamente, l’AGCM aveva ritenuto di estendere il procedimento sia dal punto di vista soggettivo (coinvolgendo altre 14 imprese), sia dal punto di vista oggettivo, con riferimento a presunte violazioni della normativa antitrust poste in essere nel settore del fleet management.

Le condotte contestate riguardavano essenzialmente uno scambio di informazioni volto al coordinamento delle strategie commerciali delle società interessate dal procedimento per il tramite di Aniasa, un’associazione rappresentativa di oltre il 95% delle imprese attive nei mercati dell’autonoleggio a lungo termine e del fleet management, nata con il compito inter alia di monitorare tali mercati attraverso, in particolare, la raccolta e l’elaborazione dei dati delle associate. Aniasa è organizzata al proprio interno in gruppi di lavoro composti da soggetti designati dalle società aderenti; con specifico riferimento al procedimento in commento, era il Gruppo di Lavoro Dati Statistici che provvedeva a raccogliere le informazioni (tra cui, il fatturato da contratto da noleggio, il fatturato da rivendita usato, numero di veicoli usati venduti e numero di veicoli in noleggio, durata media dei contratti di noleggio, etc.) dalle società aderenti e a trasmetterle in forma disaggregata mediante elaborazione di report periodici.

In occasione dell’invio della comunicazione delle risultanze istruttorie, ossia il documento che riassume le contestazioni che l’AGCM ritiene di formulare a valle della sua attività istruttoria, l’AGCM aveva ritenuto di addebitare le violazioni ex art. 101 soltanto ad alcune imprese coinvolte nel procedimento e solamente in relazione al mercato del noleggio a lungo termine (le informazioni scambiate in merito al mercato del fleet management erano state, infatti, considerate inidonee ad influenzare le strategie commerciali delle imprese operanti in tale settore). Tra le evidenze acquisite, l’AGCM ha rilevato l’esistenza di una bozza di lettera di impegni con cui le aderenti ad Aniasa si impegnavano a condividere dati statistici, nelle modalità e nei termini concordati (individuando anche a tal fine un soggetto responsabile di tale attività), nel rispetto di una “reciprocità informativa”, in base alla quale tali dati venivano fatti circolare in forma disaggregata (per singola impresa) solo tra le associate che avevano deciso di comunicare a loro volta i propri.

Nel corso dell’istruttoria, alcune società hanno attuato autonomamente misure già contenute nella proposta di impegni rigettata dall’AGCM nel dicembre 2015; in particolare, è stata sospesa l’attività del Gruppo di Lavoro Dati Statistici di Aniasa (e il flusso di comunicazione delle informazioni da parte di talune imprese), in previsione di un affidamento del servizio di raccolta dati - da individuarsi, comunque, in numero inferiore rispetto al passato e da comunicarsi tassativamente in forma aggregata - ad un soggetto terzo ed indipendente rispetto ad Aniasa e alle sue associate. Aniasa ha, altresì, adottato delle Linee Guida antitrust sulla scorta del modello elaborato da Confindustria (presentato a Roma il 19 aprile 2016), mentre alcune imprese destinatarie degli addebiti hanno integrato o implementato ex novo programmi di compliance antitrust, focalizzati specificamente sullo scambio di informazioni commerciali sensibili e partecipazione a contesti associativi.

Nelle memorie difensive pervenute all’AGCM, le imprese coinvolte hanno inter alia avanzato la tesi che la summenzionata bozza di lettera di impegno - mai sottoscritta – testimoniasse il mancato raggiungimento di un vero e proprio accordo tra le associate Aniasa, ricostruzione dei fatti peraltro non accolta dall’AGCM, anche alla luce dell’individuazione da parte di ciascuna impresa di un responsabile della comunicazione dei dati e del meccanismo di condivisione delle informazioni solo tra le associate che trasmettevano i propri dati correttamente e nel rispetto del principio di reciprocità.

Inoltre, le stesse imprese sostenevano che, in ogni caso, lo scambio di informazioni avesse avuto più che altro una funzione di benchmarking, non avendo avuto riguardo a prezzi futuri, bensì a valori qualificabili come dati storici, inidonei a condizionare (anche per le peculiari caratteristiche del mercato) le strategie commerciali degli operatori attivi sul mercato del noleggio a lungo termine. Contrariamente a quanto asserito dalle imprese, sul punto, l’AGCM ha ritenuto che il contesto di mercato in questione (di dimensione nazionale, in coincidenza dell’ambito geografico all’interno del quale si è realizzato l’illecito, e caratterizzato da un oligopolio statico formato da quattro operatori corrispondenti all’80% del mercato, con il restante 20% ripartito tra numerose imprese di piccole dimensioni) costituisse terreno fertile per la posa in essere di una pratica collusiva basata su uno scambio di informazioni.

Tuttavia, l’AGCM ha concluso, senza - a dire il vero - chiarire sino in fondo il suo pensiero, di non potere dimostrare il danno per il mercato causato dalla condotta rilevata (e, di conseguenza, la violazione delle previsioni di cui all’art. 101 TFUE), ossia, nel caso di specie, il rapporto di influenza diretta o indiretta tra la condivisione dei dati scambiati e la definizione delle (future) strategie commerciali da parte delle singole imprese (ivi compresa la formulazione dei canoni di noleggio), in grado di ridurre o eliminare l’incertezza dei comportamenti di queste ultime sul mercato.