Lo scorso 16 novembre la Commissione europea (Commissione) ha ritenuto il piano greco di sostegno alle fonti energetiche rinnovabili compatibile con le regole europee sugli aiuti di stato ed altresì in linea con gli obiettivi energetici e climatici dell’Unione europea (UE) contenuti nelle Linee Guida sugli Aiuti di Stato per la Tutela dell’Ambiente e l’Energia entrate in vigore nel 2014.

In particolare, la Commissione ha stimato che tale piano permetterà al Paese di aumentare la quota di energia verde, ridurre le emissioni di gas serra e raggiungere l’obiettivo fissato per il 2020, ossia quello di produrre il 18% del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili. Tale soluzione rispecchia l’impegno europeo assunto nel corso degli ultimi anni di ridurre progressivamente i sussidi dannosi per l'ambiente, tenendo in considerazione l'importanza di aiuti di stato che contribuiscano a raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica promossi dalle iniziative quadro della strategia “Europa 2020”.

Nell’attesa della pubblicazione della decisione, la Commissione ha grosso modo reso noto il contenuto del piano ellenico, il quale contempla due tipi di incentivi: una tariffa feed-in per i piccoli impianti nonché un meccanismo di gare al ribasso per i progetti di maggiori dimensioni. La tariffa feed-in riguarderà esclusivamente le installazioni sotto 500 kW di potenza e quelle realizzate sulle isole non connesse alla rete elettrica nazionale. Inoltre, i progetti di potenza superiore a questa soglia e fino a 1 MW riceveranno una tariffa premio per l’energia prodotta, più elevata rispetto a quella di mercato, per un periodo di 20-25 anni. Infine, dal gennaio 2017, le istallazioni di taglia superiore a 1MW dovranno partecipare alle aste pubbliche che assegneranno la nuova potenza rinnovabile da costruire sul territorio greco, assicurando così che la produzione di energia avverrà al costo più basso possibile per i consumatori.

La Commissione ha inoltre reso noto che la Grecia organizzerà un’asta pilota riservata al settore del fotovoltaico, per poi estendere il modello competitivo a tutte le tecnologie “pulite”. Dal 2017, inoltre, questo schema di finanziamento sarà aperto ai produttori stranieri di energia per le rinnovabili, con lo scopo di evitare possibili distorsioni della concorrenza.