L’attesa è terminata: il Governo ha pubblicato la bozza del decreto legislativo (Decreto) con cui verrà recepita ed attuata in Italia la direttiva 2014/104/UE, relativa alle azioni per il risarcimento dei danni derivanti da violazioni antitrust (Direttiva). Adesso la questione è passata alla Camera e al Senato, che condurranno le consuete discussioni parlamentari sul testo preliminarmente presentato, per giungere ad un testo definitivo entro il termine del prossimo 27 dicembre, come stabilito nella Direttiva.

Volendo effettuare una breve panoramica delle disposizioni principali, sicuramente degno di menzione è il fatto che il Decreto disciplina il diritto al risarcimento dei danni anche con riferimento alle azioni collettive previste dal Codice del Consumo. Inoltre, occorrerà prestare particolare attenzione al capo che comprende le disposizioni in merito all’esibizione delle prove in giudizio (artt. 3-6, specialmente nella misura in cui le norme di natura procedurale saranno applicabili retroattivamente anche per i giudizi instaurati a far data dal 26 dicembre 2014): il Decreto prevede che il giudice possa ordinare alle parti o a terzi l’esibizione delle prove rilevanti che rientrino nelle loro disponibilità e nei limiti di quanto risulta proporzionato alla decisione, e prevede specifici limiti all’utilizzo delle prove contenute nel fascicolo di un’autorità garante della concorrenza, anche ottenute grazie  all’accesso al fascicolo istruttorio. In particolare, si prevede che saranno sottratte all’ordine di esibizione le prove aventi ad oggetto dichiarazioni legate ad un programma di clemenza avanti una autorità di concorrenza e le proposte di c.d. “transazione pubblica” con l’autorità (nei Paesi ove sono disciplinate, cosa non ancora verificatasi in Italia). Prevedendo un elemento di novità all’interno del panorama italiano, si prevede inoltre un sistema di sanzioni in caso di mancata ottemperanza all’ordine di esibizione, o di distruzione delle prove, le quali, sebbene non “draconiane”, rappresentano un notevole cambiamento rispetto alla situazione attuale dove gli ordini di esibizione non sono sanzionati. Peraltro, in caso di mancata ottemperanza all’ordine di esibizione, oltre alla sanzione, la conseguenza più rilevante è che il giudice potrebbe ritenere provato il fatto al quale la prova si riferisce (art. 6).

Di estrema importanza risultano le disposizioni afferenti l’effetto delle decisioni di un’autorità garante della concorrenza in sede civile: viene in primo luogo affermato il carattere vincolante e definitivo per i giudici nazionali dell’accertamento ivi contenuto, precisando tuttavia che la decisione di un’autorità garante della concorrenza vale quanto alla natura della violazione, alla sua portata materiale, personale, temporale e territoriale, ma non anche ai fini del nesso di causalità e esistenza del danno (art. 7). L’art. 8 ribadisce che il diritto al risarcimento del danno si prescrive in 5 anni, che decorrono dal momento in cui l’attore sia a conoscenza del fatto che la condotta oggetto di contestazione costituisce una violazione del diritto della concorrenza, la violazione gli ha cagionato un danno, nonché dell’identità dell’autore della violazione. Meno chiaro è, tuttavia, il grado di dettaglio con cui occorrerà fornire la prova di tali elementi. Inoltre, si introduce una deroga alla disciplina della responsabilità solidale degli autori dell’infrazione (prevista dall’art. 2055 c.c.) per le piccole e medie imprese, nonché per i beneficiari dell’immunità dalla sanzione amministrativa. Questi ultimi saranno responsabili solo nei confronti dei propri acquirenti diretti ed indiretti, mentre nei confronti degli altri soggetti, lo saranno solo quando questi ultimi dimostreranno di non potere ottenere l’integrale risarcimento del danno dalle altre imprese coinvolte nella stessa violazione.

Vi sono altresì disposizioni relative all’eccezione di trasferimento del sovrapprezzo (sul quale si veda il recente studio pubblicato dalla Commissione sul passing on, commentato nella nostra Newsletter del 31 ottobre 2016):  il Decreto prevede che l'onere della prova dell'avvenuto trasferimento del sovrapprezzo grava sull'attore che lo eccepisce ed individua altresì i casi in cui vi è una presunzione del trasferimento del sovrapprezzo a beneficio degli acquirenti indiretti.

Sarà interessante seguire le discussioni che si terranno in Parlamento su questo testo preliminare e sicuramente vi sono ancora molti punti su cui si svilupperà il dibattito. Il termine ultimo per l’attuazione della Direttiva si avvicina e sarà bene esser pronti a gestire le molteplici novità che le disposizioni in commento sembrano introdurre nel panorama giuridico italiano.