La Corte di Cassazione con la sentenza in commento ha affermato il principio secondo cui la prescrizione del diritto al risarcimento del danno da estromissione dal mercato dei pubblici appalti inizia a decorrere dal momento in cui l’impresa è stata messa in liquidazione volontaria.

Il caso veniva generato dalla richiesta di risarcimento dei danni subiti da un’impresa a causa di comportamenti negligenti posti in essere da alcune prefetture, che, nonostante i ripetuti solleciti ed istanze, non avevano provveduto ad aggiornare gli archivi informatici utilizzati per le informative antimafia. Tale mancato aggiornamento aveva causato non solo la revoca di commesse già acquisite ma anche la perdita dei requisiti economico-finanziari per operare nel sistema degli appalti pubblici e conseguentemente la “morte” dell’impresa e quindi la messa in liquidazione volontaria della società.

La messa in liquidazione della società comporta, come è noto, la limitazione della capacità di agire della stessa, volta unicamente alla liquidazione dell’impresa e quindi l’automatica preclusione dello svolgimento di tutte le attività dirette alla partecipazione alle pubbliche gare.

Secondo il ragionamento della Corte la decisione di mettere in liquidazione la società rendeva da quel momento certa e non più solo possibile la prospettiva di perdere tutte le future occasioni di partecipare alle pubbliche gare. E questo non più solo per il perdurante comportamento omissivo delle pubbliche amministrazioni che rifiutavano l’aggiornamento degli archivi informatici, ma per effetto immediato della limitazione della capacità di agire della società stessa.

Una volta deliberata la messa in liquidazione, la società avrebbe quindi potuto far valere come danno sia le occasioni di partecipazione alle gare perdute sia il fatto stesso di essere stata costretta a deliberare la messa in liquidazione, ma anche la perdita delle occasioni future di partecipare al sistema dei pubblici appalti.

Il fatto stesso di poter dal momento della messa in liquidazione richiedere i suddetti danni, ha comportato il decorso del termine quinquennale di prescrizione.