Il Competition Appeal Tribunal (CAT) con decisione dello scorso 27 luglio si è pronunciato sulla questione della definizione dei termini di prescrizione delle azioni di risarcimento del danno per violazione del diritto antitrust inglese ed europeo. I due casus belli che hanno propiziato l’intervento del CAT sono rappresentati dalle richieste di risarcimento follow-on avanzate contro le società del gruppo Mastercard e quelle del gruppo Pilkingotn, rispettivamente in relazione alle decisioni della Commissione Europea concernenti l’infrazione antitrust relativa alle c.d. intercharge fees bancarie e il cartello del vetro nel settore auto.

La questione principale sulla quale il CAT ha fatto chiarezza riguarda l’individuazione del diritto applicabile in materia di prescrizione nei casi in cui i procedimenti avviati dinnanzi allo stesso riguardino fattispecie disciplinate dal diritto sostanziale di un paese straniero. In particolare, il CAT è stato chiamato a stabilire se ad applicarsi siano le regole sulla prescrizione previste dal Competition Act (CA) ovvero quelle del Foreign Limitation Periods Act, che, in buona sostanza, fa rinvio al diritto straniero.

Il CAT ha fatto ricorso al principio basilare secondo cui, laddove è il diritto straniero a regolare la pretesa sostanziale, quello stesso diritto è altresì deputato a regolare anche la definizione dei termini di prescrizione dell’azione per farlo valere, notando oltretutto che nel CA non sono presenti disposizioni che attribuiscono alle regole in materia di prescrizione ivi previste un effetto extraterritoriale.

Un’ultima annotazione riguarda il Regolamento CE 864/2007, meglio conosciuto come il regolamento c.d. “Roma II”, non applicabile nel caso di specie per questioni di efficacia temporale ma citato dal CAT visto che rafforza gli argomenti a sostegno della sua decisione, ponendo le medesime regole, ovvero agganciando le regole in materia di prescrizione al diritto che disciplina la pretesa sostanziale.