Con la sentenza nella causa C-310/15 Vincent Deroo-Blanquart/Sony Europe Limited, la Corte di Giustizia dell’Unione europea (CdG) è stata chiamata a pronunciarsi in via pregiudiziale in materia di tutela del consumatore in un settore per altri versi già affrontato in alcune note pronunce ex art. 102 TFUE (ex multis, casi IBMMicrosoft).

I fatti all’origine della decisione in commento risalgono al 2008: dopo aver acquistato un PC Sony dotato di alcuni programmi informatici preinstallati (tra cui il sistema operativo Microsoft Windows Vista), un consumatore, in occasione del primo utilizzo di detto computer, sceglieva di non sottoscrivere il Contratto di Licenza Utente Finale del sistema operativo, domandando alla Sony il rimborso della parte di prezzo relativa ai programmi informatici preinstallati. La Sony non accoglieva tale richiesta (in quanto quel modello di computer era oggetto, insieme ai programmi preinstallati, di un’unica offerta non scindibile), proponendo, tuttavia, l’annullamento della vendita e il rimborso totale dell’importo versato per il PC, previa restituzione del prodotto.

Il consumatore in questione, dopo aver rifiutato la proposta di Sony, agiva in giudizio contro quest’ultima per ottenere una somma forfettaria a titolo di rimborso per i programmi informatici preinstallati, in aggiunta al risarcimento dei danni subiti, ritenendo che Sony avesse posto in essere una pratica commerciale scorretta idonea a falsare il suo comportamento economico di consumatore (inducendolo ad assumere una decisione di natura commerciale che altrimenti non avrebbe preso), nonché contraria alle norme di diligenza professionale, avendo di fatto subordinato la vendita di un prodotto all’acquisto di un altro prodotto/servizio.

La Corte di Cassazione francese ha sollevato rinvio pregiudiziale alla CdG chiedendo, in particolare, se, ai sensi degli articoli 5 e 7 della Direttiva sulle pratiche commerciali scorrette (1):

- la vendita di un PC dotato di programmi informatici preinstallati senza che vi fosse stata la possibilità di acquistare lo stesso modello di PC privo di tali programmi dovesse essere considerata una pratica commerciale scorretta; e se

- in un’offerta commerciale quale quella descritta (PC + programmi informatici preinstallati), il fatto che non fosse stato indicato specificamente il prezzo di ciascuno di questi programmi potesse aver costituito una pratica commerciale scorretta.

Alla prima questione analizzata, la CdG, rimandando al giudice nazionale le valutazioni nel merito, ha risposto negativamente, precisando che la vendita di un computer comprensivo di programmi informatici preinstallati non solo è conforme alle norme in materia di diligenza professionale ma, al contrario, soddisfa le aspettative della maggior parte dei consumatori (che preferiscono tale soluzione rispetto all’acquisto separato di computer e programmi informatici). Peraltro, il consumatore in questione nel caso di specie era stato debitamente informato sull’esistenza di tali programmi sul PC e, in ogni caso, alla prima richiesta avanzata dal cliente, Sony aveva proposto di annullare la vendita nei termini sopra descritti; sul punto, precisa la CdG, sarà il giudice nazionale a valutare se informare il consumatore, prima dell’acquisto, della struttura dell’offerta e della possibilità alternativa di scegliere modelli simili o computer di altre marche venduti senza programmi informatici preinstallati possa ritenersi sufficiente a non falsare la scelta commerciale del consumatore.

Sulla seconda questione, invece, la posizione della CdG appare più netta nella parte in cui stabilisce che, nell’ambito di un’offerta congiunta di computer e programmi informatici preinstallati “…la mancata indicazione del prezzo di ciascuno di questi programmi non è […] idonea ad indurlo a prendere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso…”. Pertanto, poiché ad avviso della CdG l’informazione relativa al prezzo di questi programmi non rappresenta un’informazione rilevante (inerente una caratteristica essenziale del bene), l’assenza di tale indicazione non integra una fattispecie di pratica commerciale scorretta (di tipo ingannevole).