Da tempo il legislatore incentiva il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici attraverso una serie di misure premiali. Guido Inzaghi, nell’articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore l’11 gennaio 2016, illustra la portata della legge regionale della Lombardia n. 38 del 10 novembre 2015 che introduce nuovi criteri di computo della SUL per gli interventi che migliorano l’efficienza energetica degli edifici.

Per gli immobili ad alta efficienza i calcoli sono “soft”

di Guido Inzaghi

Anche le normative edilizie sull’efficienza energetica impattano sul calcolo dei volumi edificabili. La consistenza reale di un edificato viene, infatti, influenzata anche dalle discipline nazionali e regionali che, al fine di favorire lo sviluppo di immobili ad alta efficienza energetica, introducono modalità premiali per il conteggio delle superfici e dei volumi.

A livello nazionale, il legislatore, con il D.Lgs. n. 102/2014 in attuazione della Direttiva 2012/27/UE, ha previsto una serie di incentivi alla realizzazione di nuovi edifici energicamente efficienti, nonché alla riqualificazione energetica degli edifici esistenti, tra i quali la possibilità di derogare, entro certi limiti, alle normative nazionali, regionali e comunali inerenti alle distanze minime tra edifici, alle distanze dai confini e alle distanze di protezione del nastro stradale.

L’obiettivo di risparmio energetico cui concorrono le misure del decreto, consiste nella riduzione, entro il 2020, di 20 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio dei consumi di energia primaria. Al raggiungimento di questo obiettivo, possono concorrere anche le regioni, con il coinvolgimento degli Enti Locali, attuando i propri strumenti di programmazione energetica. Di conseguenza, molte regioni hanno adottato misure per incentivare l’efficienza energetica dei fabbricati.

Tra le varie normative regionali oggi esistenti, merita di essere segnalata la riforma introdotta da Regione Lombardia.

Con legge 10 novembre 2015, n. 38, la Lombardia ha previsto, tra l’altro, che negli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia che consentano di raggiungere una riduzione superiore al 10 % dell’indice di prestazione energetica dettato dalla Regione, così come nelle nuove costruzioni ricadenti nel tessuto urbano consolidato che raggiungono una riduzione superiore al 20 % rispetto all’indice, la superficie lorda di pavimento, i volumi e i rapporti di copertura dell’unità immobiliare o dell’edificio sono da calcolare al netto dei muri perimetrali, portanti e di tamponamento, nonché dei solai che costituiscono l’involucro dell’edificio.

Per gli interventi di nuova costruzione esterni al tessuto consolidato sono previsti obiettivi di riduzione ancor più marcati.

A parità di capacità edificatoria, nuovi interventi che garantiscano il raggiungimento di queste soglie di risparmio energetico, potranno dunque avere consistenza effettiva maggiore rispetto ad interventi di minore efficienza.

Ma anche negli interventi sull’esistente – compresi quelli minori di manutenzione straordinaria e risanamento conservativo (di per sé gratuiti) che assicurino il conseguimento degli obiettivi di efficienza energetica dettati dalla Regione – le superfici pari all’ingombro dell’involucro edilizio (che nei fabbricati di antica formazione hanno rilevante estensione) potranno essere aggiunte agli spazi abitabili, secondo le destinazioni più appetite dal mercato.