Ai fini del computo della tariffa onnicomprensiva l’energia elettrica incentivabile è solo quella netta immessa in rete, ad esclusione (fra l’altro) di quella assorbita dai servizi ausiliari.

A precisarlo è stato il TAR Lombardia (TAR), il quale ha respinto il ricorso proposto da Lario Green Energy (LGE), titolare di un impianto di produzione di energia elettrica alimentato a biomassa vegetale e qualificato come IAFR (Impianto a fonte rinnovabile), avverso la decisione del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) di diminuire la tariffa incentivabile in regime di tariffa onnicomprensiva della quota corrispondente all’energia utilizzata per il funzionamento del diverso impianto di essicazione di biomassa vegetale, utilizzata poi da LGE come combustibile.

Il GSE aveva infatti considerato l’attività svolta nel suddetto impianto di essicazione alla stregua di un servizio ausiliario all’attività di produzione di energia elettrica di LGE, risolvendo di incentivare con la tariffa onnicomprensiva solo l’energia elettrica netta, ossia il totale dell’energia immessa in rete dall’impianto di LGE detratta quella acquistata sul mercato ed impiegata nel processo produttivo della prima.

Simile conclusione è stata condivisa dal TAR, il quale, pur ammettendo come lo stesso avesse in passato riconosciuto la differenziazione tra il sistema di incentivazione tramite certificati verdi, ancorato al concetto di produzione annua netta, e quello basato sulla tariffa onnicomprensiva, in cui ad essere incentivata avrebbe dovuto essere tutta l’energia immessa in rete (energia lorda), ha tuttavia risolto che “…anche alla luce di una recente decisione emessa dal Giudice d’appello, […]queste conclusioni meritino un ripensamento (cfr. Consiglio di Stato, sez. IV, 22 gennaio 2016, n. 204)…”.

Ed infatti, a giudizio del TAR, il riferimento alla produzione annua netta contenuto nella definizione di “energia elettrica incentivata” ai sensi del DM 18 dicembre 2008 avrebbe valenza generale, riferendosi sia al regime dei certificati verdi, sia a quello della tariffa onnicomprensiva.

In altre parole, unico discrimine esistente tra i due sistemi incentivanti sarebbe dato dal fatto che “…per il regime della tariffa onnicomprensiva […] l’energia netta (unica ad essere incentivabile) deve essere calcolata in funzione dell’energia effettivamente immessa nel sistema elettrico e non già in funzione dell’energia prodotta, come può avvenire invece per i certificati verdi […] Ciò tuttavia non significa che deve essere incentivata tutta l’energia immessa in rete, essendo riferito questo dato funzionale alla determinazione delle modalità di calcolo dell’energia netta (unico dato veramente rilevante), la quale, come visto, si ottiene sottraendo all’energia immessa in rete (fra l’altro) quella assorbita dai servizi ausiliari…”.

Una significativa pronuncia, quella del TAR, che conferma il recente mutamento giurisprudenziale operato dai giudici amministrativi in materia, probabilmente dovuto alla “…davvero infelice formulazione della norma…”, come espressamente riconosciuto dal giudice di prime cure.