Con la decisione del 27 luglio, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha autorizzato l’operazione di concentrazione (l’Operazione) tra le società A2A S.p.A. (A2A) e Linea Group Holding S.p.A. (LGH), entrambe a partecipazione pubblica e attive nel settore della gestione dei rifiuti, subordinandola all’attuazione di misure correttive volte a risolvere le preoccupazioni sollevate dall’AGCM in sede di avvio dell’istruttoria.

Secondo l’AGCM, l’Operazione era suscettibile di rafforzare la posizione dominante già detenuta da A2A nel mercato lombardo del trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati, nel quale A2A e LGH sono i due principali operatori. Nello specifico, il mercato rilevante individuato dall’AGCM si identifica con i servizi offerti mediante sia termovalorizzatori dedicati all’incenerimento dei rifiuti urbani indifferenziati, con recupero energetico, sia impianti di trattamento meccanico-biologico situati nel territorio della Regione Lombardia. Le quote di mercato detenute dalle imprese interessate dall’operazione nel mercato lombardo del trattamento dei rifiuti indifferenziati, in termini di capacità sul totale autorizzato dalla Regione, sono pari a circa il 58% per A2A e al 10% per LGH, con la conseguenza che, a seguito della conclusione dell’Operazione, la quota imputabile alla nuova entità raggiungerà circa il 68% del mercato.

In presenza di una siffatta significativa posizione, l’AGCM ha rilevato il potenziale insorgere di effetti anticoncorrenziali sia a livello orizzontale, sia a livello verticale, con particolare riguardo agli effetti nei confronti di imprese operanti nel mercato a monte della raccolta dei rifiuti. Venivano in particolare sottolineati:

  • il rafforzamento della posizione dominante già esistente in capo ad A2A, non mitigabile dall’azione dei terzi attivi nel mercato con i quali A2A intrattiene rapporti commerciali, nonché legami di varia natura, apparentemente corroborato da quanto desunto da documenti interni di LHG ossia che una delle finalità dell’Operazione è quello di neutralizzare il potenziale ingresso di terzi sul mercato rilevante; e
  • la riduzione delle alternative disponibili agli operatori attivi nel mercato a monte della raccolta, che per partecipare alle gare per la gestione integrata dei rifiuti sono costretti a cooperare con società che forniscono servizi di smaltimento;
  • inoltre, la nuova entità risultante dall’Operazione, in quanto verticalmente integrata, potrebbe sfruttare la posizione dominante acquisita sul mercato dello smaltimento al fine di rafforzare la propria posizione anche sul mercato della raccolta.

Allo scopo di risolvere le preoccupazioni sollevate, A2A ha presentato degli impegni, sia di natura strutturale, sia di carattere comportamentale, considerati idonei a risolvere siffatte criticità dopo un’attenta analisi da parte dell’AGCM. In particolare, A2A si impegna:

  1. a cedere un impianto di termovalorizzazione di capacità pari a 75.000 tonnellate annue al fine di ridurre la capacità autorizzata detenuta;
  2. a mettere a disposizione di terzi, per cinque anni, una capacità autorizzata complessivamente pari a 125.000 tonnellate annue, suddivise in lotti a condizioni economiche agevolate e inferiori ai prezzi di mercato;
  3. a mettere a disposizione di terzi, in sede di gara per la raccolta o per il servizio integrato bandita dalla Regione Lombardia, la capacità di trattamento del gruppo ubicato nella provincia di produzione dei rifiuti; e
  4. a praticare tariffe di conferimento dei rifiuti indifferenziati provenienti dalla Regione Lombardia pari ai livelli massimi fissati a livelli provinciali nel 2015 e non più operativi, in attesa dell’adozione di nuovi provvedimenti tariffari.

Alla luce degli impegni strutturali, l’AGCM ha ritenuto che grazie alla misura sub 1 la capacità di trattamento di A2A sia ridotta definitivamente in maniera appropriata, e che la cessione temporanea sia a questo punto idonea a limitare il potere di mercato della nuova entità. Per quanto attiene alle misure comportamentali sub 3 e 4, esse si rivelano in grado di garantire accesso e parità di trattamento a impianti prossimi a tutti gli operatori potenzialmente interessati a fornire i propri servizi in concorrenza con A2A.

Inoltre, risulta interessante sottolineare che, al momento dell’avvio del procedimento, l’AGCM aveva individuato un secondo mercato all’interno del quale la conclusione dell’Operazione avrebbe potuto contribuire a rafforzare la posizione dominante dell’entità risultante dalla combinazione, nello specifico il mercato della gara per l’aggiudicazione del servizio di distribuzione del gas naturale nell’Ambito Territoriale Ottimale di Brescia 3.

Tuttavia, a seguito dell’istruttoria svolta, l’AGCM ha ritenuto tale rischio insussistente in quanto dalla documentazione fornita da LGH emergeva che, anche nel caso in cui l’Operazione non fosse andata a buon fine, LGH non avrebbe comunque partecipato alla gara, non risultando quindi attiva nel rispettivo mercato.