Con il provvedimento pubblicato il 9 marzo scorso, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha autorizzato con condizioni la concentrazione tra il Gruppo Editoriale L’Espresso S.p.A. (GELE) e Italiana Editrice (ITEDI), società che controlla, tra le altre, i quotidiani La Stampa e Il Secolo XIX.

L’AGCM, con decisione dello scorso 12 gennaio (si veda la Newsletter del 16 gennaio 2017), decideva di aprire un’istruttoria ai sensi dell’art. 16, comma 4 della l. 287/1990, poiché la concentrazione era suscettibile di determinare la creazione o il rafforzamento di una posizione dominante nel mercato della raccolta pubblicitaria a livello locale sui quotidiani nelle province di Torino e Genova. Infatti, mentre venivano escluse problematiche di tipo concorrenziale negli altri mercati (quale, ad esempio, quello della stampa quotidiana a contenuto informativo di carattere generale), l’AGCM rilevava come le attività delle concessionarie per la raccolta pubblicitaria, ossia le società Manzoni (controllata da GELE) e Publikompass (controllata da ITEDI), si sovrappongono con riferimento agli inserti “Torino” e “Genova” de La Repubblica e le edizioni “Torino” de La Stampa e “Genova” de Il Secolo XIX. Nella provincia di Torino, le quote di mercato congiunte stimabili si assestano tra il 90-95%, mentre nella provincia di Genova si traducono in una posizione di fatto monopolistica. Di conseguenza, una volta completata la concentrazione, gli inserzionisti avrebbero potuto acquistare spazi sui quotidiani e/o inserti locali solo dall’entità post merger.

GELE aveva evidenziato, nelle proprie difese, come il soggetto derivante dalla concentrazione non fosse in realtà in grado di sfruttare il proprio potere di mercato nei mercati della raccolta pubblicitaria locale, a causa del calo della domanda di spazi pubblicitari e la conseguente dinamica di riduzione dei prezzi, della pressione concorrenziale utilizzata da altri mezzi di raccolta della pubblicità (ad es. online) e da periodici locali con diffusione sub-provinciale (per la verità limitati alla sola regione Piemonte).

Come già evidenziato nel provvedimento di avvio dell’istruttoria, e più dettagliatamente esposto nella decisione in commento (alla luce della più approfondita analisi di mercato condotta), l’AGCM ha risposto alle considerazioni di GELE affermando come gli altri operatori del mercato non siano in grado, anche in ragione delle quote di mercato largamente inferiori, di poter esercitare una pressione concorrenziale significativa, mentre i periodici locali con diffusione sub-provinciale si riferiscono, tra le altre cose, a target diversi e pertanto soddisfano la domanda di un inserzionista diverso rispetto a quello de La Stampa o La Repubblica. Anche la raccolta pubblicitaria online, nonostante internet abbia cambiato le modalità di fruizione dell’informazione, secondo le valutazioni dell’AGCM e degli altri operatori di mercato intervenuti nel procedimento, non appare sostitutiva, bensì complementare rispetto alla raccolta sui quotidiani. Inoltre, dall’istruttoria è emerso come anche nuovi ingressi appaiono poco probabili, stante l’interdipendenza tra contenuti e raccolta pubblicitaria, che comporta che non sia pensabile che una concessionaria entri nei mercati di interesse senza che l’editore di riferimento lanci una testata/edizione locale.

Per ovviare a tali problematiche, GELE ha proposto quale misura correttiva la concessione a terzi della raccolta pubblicitaria de La Repubblica sia per l’edizione di Torino che per quella di Genova. L’AGCM ha ritenuto che tale misura, di carattere comportamentale, fosse “…in grado di neutralizzare la sovrapposizione di attività tra Manzoni e Publikompass…”. L’AGCM ha valutato positivamente gli operatori terzi scelti da GELE (i cui nomi sono ancora riservati), sia con riguardo al loro radicamento sul territorio, sia relativamente al fatto che non effettuino la raccolta pubblicitaria per altri mezzi sui quali è attiva anche GELE, circostanza che “…elimina rischi di condizionamenti che possano minare l’indipendenza degli stessi [operatori terzi]”.

Sempre con riguardo all’indipendenza dei concessionari rispetto a GELE (che, attraverso Manzoni, rappresenterebbe il principale concorrente dei terzi concessionari della raccolta locale de La Repubblica), l’AGCM ha ritenuto le misure correttive efficaci in quanto, tra le altre cose, nella bozza di contratto non sono previste limitazioni alle politiche di prezzo dei concessionari. Inoltre, è stata valuta positivamente la proposta di GELE di rimettere alla negoziazione tra le parti, e non a definire unilateralmente, la definizione dei parametri economici idonei ad incidere sull’esecuzione del contratto e sull’operatività dei concessionari.

Infine, è stata altresì ritenuta congrua la durata per i contratti di concessione, pari a cinque anni, in quanto l’AGCM ha ritenuto che in tale arco temporale è possibile che si consolidino dinamiche di mercato idonee a rappresentare efficaci vincoli competitivi. In particolare, le misure correttive consentirebbero l’ingresso sui mercati rilevanti di nuovi operatori che potrebbero pertanto rappresentare un’alternativa per eventuali editori che intendessero offrire contenuti locali nelle province summenzionate.

In conclusione, l’AGCM, differenziandosi in maniera significativa dalla posizione attuale Commissione europea, per la quale in presenza di criticità concorrenziali nelle operazioni di concentrazione l’operazione può essere autorizzata (quasi) solo in presenza di rimedi strutturali, ha deciso di autorizzare la concentrazione soggetta alle condizioni comportamentali sopra esposte.

GELE dovrà trasmettere una prima relazione sull’attuazione di tali misure entro i prossimi due mesi. Come espressamente richiesto dall’AGCM, in caso di risoluzione dei contratti di concessione per causa non imputabile a GELE, ovvero in caso di recesso del contraente, la nuova controparte e il relativo contratto di concessione dovranno essere preventivamente approvati dall’AGCM.