Per la prima volta il Tribunale amministrativo ha ammesso l’utilizzo del decreto ingiuntivo per il recupero delle tariffe incentivanti corrisposte in ragione della produzione di energia da fonte rinnovabile. Alla data attuale, sono due i casi in cui tale strumento è stato adottato in controversie di cui il Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A. è stato parte.

In un primo caso, riguardante la mancata corresponsione da parte del GSE della remunerazione dovuta ad una società titolare di un impianto fotovoltaico, il Tar Lazio, con decreto 149/2016 del 5 febbraio 2016, ha accolto la richiesta della società suddetta e di conseguenza ingiunto al GSE il pagamento della somma dovuta, oltre interessi fino al soddisfo e spese del procedimento. Nel secondo caso, invece, è stato il GSE ad instaurare il procedimento per recuperare la tariffa incentivante indebitamente percepita da un comune. Accogliendo le ragioni avanzate dal GSE, il Tar Lazio ha in questo caso ingiunto al comune il pagamento della somma dovuta, oltre interessi moratori e spese del procedimento.

Il tema desta interesse in quanto i casi sopra delineati sembrerebbero confermare che in materia di recupero di tariffe incentivanti non percepite o indebitamente corrisposte, il Tribunale amministrativo abbia giurisdizione esclusiva. Il ricorso per l’emissione del decreto ingiuntivo è ammesso infatti nel processo amministrativo solo laddove l’oggetto della controversia rientri in una delle materie devolute al giudice amministrativo. Ed invero, il Tar Lazio, nell’accogliere l’istanza presentata dal GSE, ha espressamente dichiarato che “detta domanda rientra nella giurisdizione esclusiva […]”, in forza del quale sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie, incluse quelle risarcitorie, concernenti le procedure e i provvedimenti della pubblica amministrazione relative alla produzione di energia. Ciò posto, il tema resta in evoluzione e non può escludersi che nel prossimo giudizio di opposizione il debitore ingiunto venga ad eccepire il difetto di giurisdizione del tribunale amministrativo.

Con attenzione all’eventuale giudizio di opposizione, occorre infine avvisare gli operatori del settore in merito ad una peculiarità che caratterizza il giudizio per la restituzione delle tariffe incentivanti in genere. In considerazione della specificità del credito fatto valere, nel giudizio di opposizione avverso un decreto ingiuntivo per la restituzione di tariffe incentivanti, il debitore ingiunto non ha facoltà di contestare la legittimità del provvedimento con il quale il GSE abbia annullato e/o revocato il riconoscimento della tariffa incentivante, a meno che tale provvedimento non sia stato impugnato entro il termine di 60 giorni dalla sua comunicazione.